Giovedì, 21 Ottobre 2021
Il caso

Scandalo Expo, chi ci mette la faccia e chi chiede lo stop

Ribadito l'impegno del governo per l'Esposizione universale del 2015, mentre Beppe Grillo chiede di "fermare subito l'Expo, un'opera nata morta". E intanto arrivano le prime ammissioni su appalti truccati e tangenti

ROMA - "Expo è una grandissima opportunità per l'Italia, ma dobbiamo fermare i delinquenti e non i lavori". Dopo aver espresso assoluta fiducia nei confronti del commissario unico Giuseppe Sala, il premier Matteo Renzi ribadisce l'impegno del governo per l'Esposizione universale del 2015: "Io preferisco perdere qualche punto nei sondaggi piuttosto che fermare questa occasione di investimenti per l'Italia", dice Renzi, oggi in visita a Milano per incontrare gli imprenditori e discutere insieme il dossier Expo. Sul banco, anche la short list per la nomina del nuovo direttore generale, in mano al commissario unico Giuseppe Sala.

Proprio Sala in commissione antimafia ha ammesso di fidarsi "di Angelo Paris, non ho mai assunto raccomandati e non ho mai visto Primo Greganti e gli altri finiti nell'inchiesta". All'organo presieduto da Rosy Bindi, Sala assicura: "Non ho mai parlato in vita mia con questi personaggi: sarebbe perlomeno un'ingenuità parlare con persone tristemente note sul territorio lombardo e non solo". Ammette poi che per alcune attività considerate "non sensibili" sono stati allentati i controlli antimafia: "Si è ritenuto che alcuni appalti non rientrassero tra le attività sensibili e che fosse necessario semplificare le procedure amministrative. I contratti per gli allestimenti ad una cifra inferiore di 100mila euro sono quindi esentati dalle verifiche antimafia, così come quelli inferiori a 150mila euro per l'organizzazione di eventi". E lamenta: "non sono riuscito ad assegnare una gara al prezzo più economicamente vantaggioso senza avere un ricorso". Una decisione che non piace alla presidente della commissione antimafia Rosy Bindi "simo preoccupati dal fatto che per accelerare i lavori si possano abbassare i controlli contro il rischio di infiltrazioni criminali. Siamo invece convinti della necessità di rafforzare i controlli sui cantieri e sullo svolgimento delle gare, con la presenza di persone qualificate".

L'ATTACCO DI GRILLO - Per un Renzi che "ci mette la faccia", c'è un Grillo che attacca frontalmente l'Expo, chiedendone lo stop. L'Expo è "una grande abbuffata" che "va fermata subito", dice l'ex comico genovese. Grillo che sarà oggi a Milano per denunciare "gli scandali" di quella che definisce "la grande abbuffata Expo 2015". E il M5S lombardo rincara: "Expo ci lascerà solo un'eredità di opere inutili e incompiute, oltre a un buco nel bilancio comunale, regionale e statale. E' una grande opera nata morta, tenuta artificialmente in vita per interessi economici di pochi, alcuni illeciti come sta dimostrando l'azione della magistratura, e ad alto rischio di infiltrazioni criminali. Va fermata subito".

"LA COMPAGNIA DEGLI APPALTI - "Non abbiamo avuto indicazioni dalla procura di Milano di fermare o rivedere alcune gare tra quelle già assegnate", dice Sala. Expo va dunque avanti. Anche se, dopo la bufera dei giorni scorsi, arrivano le prime ammissioni dagli interrogatori in corso nel carcere di Opera. In particolare l'imprenditore Enrico Maltauro, indicato come la "cassaforte" del sistema Expo, avrebbe ammesso le tangenti. Imprenditore vicentino, Maltauro è l'amministratore delegato del Gruppo Maltauro, una delle più grandi imprese di costruzioni nazionali con cantieri aperti sia in Italia che all’estero. L’impresa si è aggiudicata gli appalti milanesi per la realizzazione delle architetture di servizio della piattaforma Expo e delle opere del “Progetto Vie d’Acqua Sud” previste dall’esposizione universale. Secondo la magistratura, Maltauro sarebbe la “testa” di quella che in Procura che è stata battezzata come “compagnia degli appalti“: per l’accusa è lui l’uomo di riferimento della cupola politico-economica milanese che fino a oggi ha gestito parte degli affari dell’esposizione universale. Una cupola formata dal direttore generale di Expo Spa 2015 Angelo Paris, l’ex senatore di Forza Italia Luigi Grillo, l’ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni, già agli arresti domiciliari per un’altra inchiesta di un mese fa, il mediatore Sergio Cattozzo e tre protagonisti della prima stagione di Mani Pulite: l’allora segretario amministrativo della Dc milanese Gianstefano Frigerio, l’ex funzionario del Pci-Pds Primo Greganti detto “compagno G” e, appunto, il vicentino Enrico Maltauro già indagato negli anni ’90.

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