Domenica, 18 Aprile 2021

Dimentica il portafogli in aeroporto: coppia nordafricana fa 300 km per riportarglielo

Una storia di ordinaria gentilezza in un mondo sempre più egoista quella capitata allo scrittore Fabio Geda, che l'ha raccontata su Facebook

Lo scrittore Fabio Geda in una foto Ansa

Siamo sempre convinti di vivere in tempi bui, ciascuno ripiegato sullo schermo del propio iPhone senza curarsi mai di alzare lo sguardo per vedere cosa accade intorno a noi. La solidarietà ci sembra un ricordo, sostituita da un'indifferenza sempre più totale. Per questo ci si stupisce quando invece ci si trova davanti a piccole storie di ordinaria gentilezza.

Come quella che è successa allo scrittore Fabio Geda. L'autore di "Anime scalze", in partenza dall'aeroporto di Fiumicino alla voglia di Cagliari, per partecipare al Festival Tuttestorie della Letteratura per ragazzi, ha dimenticato il giubotto al gate: in tasca c'erano il portafogli con la patente, il bancomat e i contanti.

Su Facebook, Geda racconta prima il suo stupore nello scontrarsi con la burocrazia aeroportuale ("non fa parte delle procedure" recuperare semplicemente un giubotto, bisogna chiamare in causa il servizio lost and found e la sicurezza) poi quello ancora più grande nel vedere, al termine del suo incontro con i ragazzi in una scuola media di Valledoria, farsi avanti tra la folla una donna forse di origine nordafricana con in un mano il suo giubotto e nell'altra il suo portafoglio. 

Cosa ci fanno il mio giubbotto e il mio portafoglio abbandonati a Fiumicino, a Valledoria, tra le mani di una donna nordafricana? Balbetto: Grazie. Ma. Com'è che li hai tu? Chi sei? Lei con un accento marcato ripete: Ti ho cercato su Facebook. Te li ho portati. Io prendo il giubbotto, prendo il portafoglio, lo apro. Lei dice: C'è ancora tutto. (E intanto attorno ragazzini che mi tirano la camicia, uno che mi chiede se esiste il libro di Stranger Things, un'altro che mi chiede se gli firmo il diario). Sono stordito. Mi sporgo e abbraccio la donna. Lei ricambia. Dico: Ma grazie. Ma spiegami. Lei parla di un volo da Fiumicino, stesso pomeriggio, stesso gate. Mi ha cercato su Facebook. (Intorno i ragazzini che ridono e parlano e chiedono)

La donna si era imbarcata per Cagliari con il volo successivo a quello di Geda: lo ha cercato su Facebook e lo ha raggiunto per il Festival. Accetta solo 20 euro degli 80 che Geda vorrebbe darle per il disturbo ("Ci nascondo dentro una banconata da dieci e glieli do"), poi sparisce insieme a un uomo nordafricano che l'aspettava poco lontano.

Ora, carissimi addetti di Fiumicino, voi e le vostre procedure. Voi che eravate a cinque minuti a piedi dal mio giubbotto, ma no, non possiamo, non è previsto. Una donna giunta da lontano ha attraversato la Sardegna per venire a portarmi ciò che voi potevate prendere in consegna facendo una pausa caffè.

E tu, tu che mi hai cercato su Facebook. Tu, che non mi hai neppure detto come ti chiami. Se leggi questa storia, mi scrivi per favore? Vorrei ancora dirti grazie. 

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