Martedì, 18 Maggio 2021
L'opinione di Stefano Pagliarini

L'opinione di Stefano Pagliarini

A cura di Stefano Pagliarini

Sono tutti Fabrizio Corona, ma di loro non ci interessa e l'indignazione diventa farsa

Fabrizio Corona - FOTO ANSA

Fabrizio Corona è tornato a far parlare di sé. Infatti l’ex paparazzo, alla notizia che il giudice del tribunale di Sorveglianza aveva deciso di farlo tornare in carcere per aver violato alcune prescrizioni del differimento pena concessogli, ha perso la testa. Si è prima tagliato le braccia in una diretta Instagram, mentre la madre piangeva in un angolo disperata per le manette pronte a scattare ai polsi del figlio. Poi, in strada, ha anche dato in escandescenze, resistendo a 5 poliziotti e spaccando il vetro dell’ambulanza che era venuto a prenderlo. Così Corona, come ormai ci ha abituato da anni, è tornato alla ribalta del gossip e delle cronache per un altro suo colpo di testa, un altro comportamento che in molti, soprattutto nello star system, guardano come l’esasperazione della vittima di un sistema ingiusto. "Un perseguitato" ha detto la mamma. Lui, prototipo dell’uomo ribelle che se ne infischia delle regole, ha provato a rimettersi in carreggiata e per un post social torna in carcere. Lui sbotta e noi stiamo lì ad osservare lo show, mentre gli amici e le star guardano con biasimo il giudice, che ha pensato bene di riportarlo in carcere, e la polizia che lo blocca a terra. E’ solo un "uomo schiavo di se stesso", è una "persona malata che ha bisogno di cure" hanno detto, visto che lui era fuori per curare la propria dipendenza dalle sostanze stupefacenti. Insomma, è solo una persona con problemi. E noi che facciamo, invece di aiutarlo, lo puniamo con una cella di 2 metri per 2?

Se lo chiede l’ex Belen Rodriguez, che ha pianto tanto per lui e, provocatoriamente, chiede come mai ci siano “dei mafiosi che sono liberi e a lui lo sbattono dentro perché ha fatto una diretta su Instagram?''. Per Asia Argento è un uomo con un “disturbo bipolare narcisistico” e non gli viene perdonato questo. “Quest’uomo non è un assassino, uno stupratore, un mafioso, uno spacciatore, un criminale” ha detto la figlia del regista. Addirittura la Rodriguez ha lanciato una petizione per farlo tornare in libertà.

E allora ci viene quasi il dubbio che in effetti ci sia qualcosa di ingiusto in tutto questo. Che forse Corona è davvero problematico e che il carcere non sia la soluzione più giusta. Gli vorrebbero anche fare una perizia psichiatrica per capire la sua reale compatibilità col carcere. Ma allora, se un paese intero è lì a guardare e seguire la vicenda di Corona con apprensione, se siamo incollati al tv, senza perderci un minuto dello speciale dedicato alla vicenda da parte di un monumento dell'intrattenimento come Barbara D’Urso, se il mondo dello spettacolo si indigna e chiede la libertà per chi soffre, allora perché tutto questo non accade per tutti gli altri Fabrizio Corona?

Negli istituti penitenziari di tutta Italia ci sono 9 detenuti ogni 100 con problemi psichiatrici secondo i dati del Sindacato di Polizia penitenziaria Sap. La percentuale più alta soffre di disturbi nevrotici e di reazione alla detenzione. Il 30% di malattie psichiatriche collegate all’abuso di droghe e di alcool. Il 15% di psicosi. I detenuti con problemi psichiatrici certificati sono circa 1.300, di cui 630 circa ospitati nelle 30 Rems (Residenza per le Misure di Sicurezza) disponibili e oltre 700 in attesa di entrarvi. Il volto insanguinato di Corona, quello che ha sconvolto il mondo dei social, è lo stesso di tantissimi altri detenuti che non hanno la possibilità di fare scandalo come Corona, ma soffrono come Corona e fanno stare male famiglie intere come è stata male la madre di Corona. Ma di loro non si parla. Perché? Perché ci piace sempre pensare che il nostro conoscente sia la vittima di un sistema, mentre tutti gli altri siano dei “criminali”. E poco importa se stanno in un carcere dove non dovrebbero stare, poco importa se vengono sbattuti in una cella invece di tentare tutto, come prevede la nostra Costituzione, per riabilitare il detenuto con disagi certificati.

Ecco perché alla fine, la vicenda di Fabrizio Corona potrebbe anche insegnarci qualcosa e aprirci gli occhi su un sistema giustizia che di problemi ne ha almeno quanti i detenuti che gestisce. Ma a noi interessa solo Fabrizio Corona e così tutta l’indignazione diventa farsa e non più vera consapevolezza.

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