Sabato, 27 Febbraio 2021
Roma

"Ho fatto il tampone, era negativo e poi ho scoperto di avere il virus"

La truffa dei test di Civitavecchia: c'è un cinquantenne che dopo aver ricevuto l'esito (farlocco) ha scoperto di avere il coronavirus

Ieri abbiamo raccontato la truffa dei falsi tamponi a Civitavecchia: un'infermiera e il suo compagno rubavano i test dall'ospedale San Paolo e li somministravano a domicilio e poi recapitavano i falsi referti a domicilio con l'attestazione di negatività. Secondo la procura sarebbero almeno 30 le vittime. E tra queste c'è un cinquantenne che dopo aver ricevuto l'esito (farlocco) del suo test del tampone ha scoperto di avere il coronavirus. 

"Ho fatto il tampone, era negativo e poi ho scoperto di avere il virus"

Per portare avanti la truffa l'infermiera prelevava gli stick dall'ospedale in cui operava, mentre per i referti era stato preso a modello un documento vero dell'ospedale Spallanzani che veniva riprodotto al computer dal finto medico. Le indagini sono scattate dopo che una vittima della truffa si era rivolta allo Spallanzani per avere chiarimenti sul suo referto; l'ospedale ha risposto che il documento non era uscito da lì ma dalla Asl di Civitavecchia che a sua volta non ha riconosciuto come suo quel referto. Da lì sono scattate le indagini. I due truffatori avevano anche accordi con un'azienda che aveva chiesto loro di testare i suoi dipendenti. 

“Se il fatto sarà acclarato l’operatrice sanitaria sarà licenziata - ha commentato, come riporta RomaToday, l’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato -. È un fatto inaccettabile speculare sulla pandemia. Massima collaborazione con i Carabinieri e la Magistratura". L’indagine che si sta sviluppando tra Civitavecchia e Roma e condotta dai carabinieri della stazione principale della città portuale adesso è mirata soprattutto a  capire dove e quante persone sono state sottoposte al tampone da parte del finto medico. Il Messaggero scrive che uno dei luoghi su cui i militari dell’Arma starebbero concentrando le attenzioni, è la Rsa dove lavora Domenico D., il compagno dell'infermiera che si fingeva medico e che risulta essere un operatore socio sanitario di una residenza sanitaria assistita ad Anguillara Sabazia.

La truffa dei tamponi di Civitavecchia 

La denuncia è partita proprio dalla Asl Roma 4 appena è venuta a conoscenza del referto falso, e subito l'azienda sanitaria si è messa a disposizione per collaborare con le Forze dell'ordine per permettere di individuare i colpevoli: "L'Ospedale San Paolo è estraneo ai fatti della vicenda, trattandosi di un caso isolato che sarà trattato secondo i termini di legge". Per adesso le ipotesi di reato sono concorso in falsità materiale, sostituzione di persona ed esercizio arbitrario della professione medica. Ma potrebbero aggravarsi, visto quello che racconta oggi il quotidiano romano: 

Gli inquirenti coordinati dalla pubblico ministero Allegra Migliorini, avrebbero individuato una prima persona che si era sottoposta al test per il Covid 19 dal cinquantenne campano che si spacciava per medico e che gli aveva poi consegnato il falso referto che attestava la sua negatività al coronavirus. Quando poi ha effettuato quello vero, ha scoperto invece di essere positiva.

Il problema è che questa persona potrebbe essere la prima di una lunga serie, con le conseguenze che sono facilmente immaginabili, ovvero il rischio di aver contagiato tutta un’altra serie di persone con cui ha avuto contatti, credendo di non essere stata colpita dal virus della Sars-Cov-2.

La grande truffa dei falsi tamponi

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