Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

"Italiani ipocondriaci": ogni giorno ingeriamo due dosi di farmaci a testa

Batticuore e sbalzi di pressione: l'Italia si conferma il terzo Paese europeo con la più alta incidenza della spesa pubblica e privata per medicine per sintomatologie cardiovascolari. Il rapporto Aifa che mette a nudo il Bel Paese

Sale il consumo dei farmaci in Italia: in media ogni cittadino italiano, inclusi i bambini, ha assunto al giorno circa 1,8 dosi di medicianali, contro le 1,7 dosi dell'anno precedente. I dati dell'agenzia nazionale del farmaco riferiti all'anno 2015 pubblicati nel rapporto annuale Osmed mette in evidenza i comportamenti tipici del Bel Paese che spende tantissimo soprattutto a causa di sintomatologie a carico del sistema cardiovascolare, oltre mezza dose al giorno mediamente.

Al secondo posto per consumo i farmaci dell'apparato gastrointestinale e metabolismo, quindi i farmaci del sangue e organi emopoietici e i farmaci per il Sistema Nervoso Centrale. Il rapporto Osmed dell'Aifa sottolinea come, sebbene i medicinali cardiovascolari siano i piu' utilizzati, sono "scivolati" al terzo posto in termini di spesa, cedendo il primato agli antimicrobici: un carico per il sistema sanitario nazionale a 3.621 milioni di euro. L'Italia si conferma il terzo Paese europeo con la più alta incidenza della spesa pubblica e privata per farmaci cardiovascolari erogati attraverso le farmacie territoriali, dopo Grecia (27,7%) e Portogallo (24,2%). Il 70,8% delle dosi è stato erogato a carico del Servizio Sanitario Nazionale, mentre il restante 29,2% è relativo a dosi di medicinali acquistati direttamente dal cittadino.

MENO PRESCRIZIONI, PIU' CORSE IN OSPEDALE - Nell'ambito dell'assistenza convenzionata, il numero di prescrizioni è diminuito del -2,2% rispetto allo scorso anno e ha toccato i 596 milioni di ricette. Per quanto riguarda le strutture sanitarie pubbliche, sono state erogate 154,1 dosi di farmaci al giorno ogni 1000 abitanti, in aumento del +2,2% rispetto all'anno precedente. 


CALA IL CONSUMO DI ANTIBIOTICI -  I maggiori consumi si registrano in Campania, Puglia, Calabria e Abruzzo, mentre nella Provincia Autonoma di Bolzano, in Liguria, in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto si registrano i consumi piu' bassi. L'uso inappropriato degli antibiotici è in calo e si riscontra prevalentemente nella cistite acuta, nell'influenza, nel raffreddore e nella laringotracheite acuta. Penicilline, macrolidi e chinoloni sono le categorie maggiormente impiegate.

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