Sabato, 8 Maggio 2021
La spiegazione a 5 anni di calvario

Era diventato malato di sesso e gioco per colpa del farmaco, Pfizer dovrà risarcirlo

La casa farmaceutica Pfizer è stata condannata in secondo grado dal tribunale di Milano per il rischio di ludopatia non inserito nel foglietto illustrativo del farmaco assunto per la cura del Parkinson

Foto di repertorio Ansa

Non aveva mai giocato in vita sua e guarda caso aveva perso i freni inibitori da quando aveva cominciato ad assumere quel farmaco. Ma quanto viene diagnosticata una malattia così importante come il Parkinson e si comincia una cura farmacologica, tutto si pensa possa accadere, sicuramente di guarire dalla patologia, salvo entrare nel tunnel di dipendenze come è capitato ad un 60enne del Centro Italia. Così, quando ha cominciato a pensare in maniera ossessiva al sesso e a sentire l’irrefrenabile impulso di giocare a qualsiasi cosa, al punto da utilizzare 1.802 carte di credito per ogni tipo di gioco on line, ha pensato di essere impazzito. E invece era colpa di quel farmaco. Un effetto collaterale come si dice. Tecnicamente una delle controindicazioni da riportare nel bugiardino del prodotto.

Questo è il punto su cui si è incentrata tutta la causa che l’uomo ha fatto alla Pfizez Italia, condannata al pagamento di mezzo milione di euro, tra danni morali ed economici, per non aver riportato quell’informazione nel foglietto illustrativo del Cabaser, il farmaco che ha innescato nel 60enne ludopatia e ipersessualità. Lo ha deciso la Corte d'Appello di Milano, confermando la sentenza di primo grado, in cui lo studio legale Ambrosio & Commodo di Torino aveva fatto valere le istanze dell’uomo.

Malato di sesso e gioco per colpa del farmaco Pfizer

Dal punto di vista legale, il punto non è tanto il fatto di aver dovuto sopportare quei problemi, quanto di non aver potuto mai capire il perché. Sarebbe dovuto essere stato scritto nel bugiardino. Invece, stando a quanto ricostruito dagli avvocati torinesi, Pfizer ha indicato ludopatia e ipersessualità come controindicazioni solo a partire dal 2007. Peccato che il 60enne affetto da Parkinson avesse cominciato a curarsi dal 2001. Cinque anni senza sapere che cosa gli stesse capitando.

Era diventato un giocatore incallito. Dovette lasciare l’azienda a cui aveva sottratto 100mila euro, che adesso ha già deciso di restituire. Giocava di giorno e di notte, senza riconoscersi più. Non era lui infatti, era colpa delle reazioni chimiche presenti nel suo corpo dovute all’assunzione del Cabaser. A queste conclusioni il tribunale milanese ci è arrivato anche grazie ad una serie di complesse consulenze tecniche. ”Non abbiamo mai messo in dubbio l'ottima azione sotto il profilo medico riconosciuta anche dal nostro cliente - sottolinea Stefano Bertone, altro avvocato che si è occupato della causa - ma semplicemente il difetto per mancanza di una qualità fondamentale, ovvero l'indicazione in foglietto illustrativo delle reazioni avverse: gli utilizzatori devono conoscerle in anticipo".

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