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Venerdì, 19 Aprile 2024
Cronaca Roma

Corruzione: arrestato Federico Bianchi di Castelbianco, editore dell'agenzia Dire

L'imprenditore, psicoterapeuta romano ed editore, 69 anni, è finito in carcere nell’ambito di una inchiesta su appalti concessi dal Miur. Il caso venne alla luce la scorsa primavera

E’ Federico Bianchi di Castelbianco l’imprenditore finito in carcere nell’ambito di una inchiesta su appalti concessi dal Miur, il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Castelbianco, 69 anni, romano, è psicoterapeuta ed editore dell’agenzia di stampa Dire. Il provvedimento che lo chiama in causa è stato eseguito dai finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma su delega della Procura capitolina. L’ordinanza del gip della Capitale è stata chiesta dai pubblici ministeri che si occupano di reati contro la pubblica amministrazione, coordinati dall’aggiunto Paolo Ielo. Agli arresti domiciliari sono finite altre due persone intervenute nella dazione delle utilità. I reati contestati sono concorso in corruzione e rivelazione e utilizzazione del segreto d'ufficio.

Le accuse nei suoi confronti

Il coinvolgimento di Bianchi di Castelbianco, che è anche presidente dell’Ido (Istituto di ortofonologia, specializzato in autismo e disabilità dell’infanzia e dell’adolescenza) emerse nella primavera scorsa, allorquando una dirigente del ministero, G.B., 47 anni, provò a togliersi la vita dopo una attività di perquisizione negli uffici dello stesso dicastero. Venne ricoverata in gravissime condizioni al Gemelli, ora sta bene.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma e sviluppate dalle fiamme gialle anche attraverso analisi dei flussi finanziari e approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette, hanno riguardato plurimi episodi corruttivi nei confronti dell'ex capo dipartimento del ministero dell'istruzione. Sono stati individuati bonifici e dazioni in contante oltre a spese di carattere personale di varia natura e tipologia. Gli investigatori della polizia tributaria della Guardia di finanza di Roma sono arrivati a ricostruire un articolato sistema.

"Plurimi episodi corruttivi"

L'imprenditore arrestato sarebbe risultato essere amministratore di fatto e di diritto di 3 società e di una fondazione, tutte con sede a Roma nel settore della comunicazione e della formazione, che, nel periodo 2018-2021, hanno ricevuto affidamenti da parte di Istituti scolastici per circa 23 milioni di euro, oggetto di ulteriori indagini.

L'imprenditore era quasi "di casa" nel Ministero, e partecipava a riunioni ristrette. Secondo le ipotesi della procura, i favoritismi (carte di credito prepagate, bonifici, pagamenti di noleggi di costose auto, pagamento affitto di immobili, finanche il pagamento della collaboratrice domestica e versamenti di contributi assistenziali) erano possibili grazie alla sua "generosità" nei confronti della dirigente, indagata per corruzione ma non soggetta a misure restrittive. La procura ha disposto nei confronti della donna un sequestro di beni per 329 mila euro.

La versione di Bianchi di Castelbianco: "Campagna denigratoria"

"Sono stufo, non è accettabile che ci sia questa gran cassa. Io ho 350 persone che collaborano con me. Io vinco i bandi, nell'infanzia e nella scuola sono 220 le persone che lavorano. Siamo in 150 scuole romane gratuitamente. Dal 2006 quando ho preso Dire ho messo il portale per informare i giovani e lo sportello online per i giovani gratis. Parteciperò a tutti i bandi, se non vinco voglio sapere perché. Se vengo escluso chiederò l'accesso agli atti e porterò tutti gli atti in tribunale: sono stufo di essere trattato così. In 4 anni ho vinto 16 milioni di bandi. Ci lavorano 220 persone.Se può essere utile io mi dimetto dalle aziende così le persone possono lavorare: lasciate in pace la gente che lavora". Lo ha detto in un recente video Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell'Istituto di Ortofonologia di Roma ed editore dell'agenzia stampa Dire, arrestato oggi nell'ambito di un'inchiesta sulla corruzione della procura di Roma.

Bianchi di Castelbianco ricostruisce quindi la vicenda che lo ha coinvolto: "Faccio questo video perché la campagna diffamatoria nei miei confronti e della società che gestisco ha superato ogni limite. Il 13 aprile ho ricevuto una visita della Guardia di Finanza in quanto la procura di Roma aveva ricevuto una denuncia in cui si parlava di un possibile reato di corruzione tra me e la dottoressa G.B., che era capo dipartimento al Ministero della Pubblica Istruzione. Il problema è nato il giorno dopo quando ho ritrovato sul giornale la Verità l'articolo in cui parlava non solo dei problemi di corruzione tra me e G.B., ma anche una storia tra magistrati e politici che si era svolta di cui io non ho minima conoscenza. Mi ha chiamato il giornalista della Verità, autore dell'articolo, dicendo che solo loro avevano avuto questo scoop della Gdf e le notizie in merito. La Guardia di Finanza mi ha tassativamente negato la possibilità che loro avessero dato qualcosa a qualcuno. Ho dovuto aspettare del tempo".

"Ho ricevuto dal mio avvocato - ha detto Bianchi di Castelbianco - gli esiti dell'indagine della Guardia di Finanza. Nell'articolo della Verità c'era scritto che io avevo dato circa 800.000 euro a G.B., una carta platinum per fare spese pazze e che aveva dato a me due affidamenti da 40.000 euro a due società diverse per eludere il bando. La Gdf ha controllato i nostri conti correnti ed è emerso che io 5 anni fa le avevo dato due volte 3.000 euro per una famiglia che aveva un bambino autistico e 20.000 euro tre anni fa per un progetto per l'handicap in una scuola, soldi che poi mi ha restituito 20 giorni dopo perché il progetto non andò in porto. Ho cercato tra le mie carte e ho trovato che i due affidamenti citati erano stati annullati dalla dottoressa G.B. tre anni fa, 10 o 15 giorni dopo. Dal Ministero questi soldi non sono mai usciti. Dove va la Gdf l'ho letto sulla Verità, ho letto che sarebbe andata nelle scuole per andare a cercare i bandi che io avevo vinto. L'altro giorno poi la Verità si faceva bella per aver avuto lo scoop. Non è accettabile".

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