Fortuna e Alessandra, giovani donne uccise dai compagni per gelosia

Messina e Napoli, due donne uccise in poche ore. In entrambi i casi ad essere fermato è stato il rispettivo compagno

Il corpo senza vita di Fortuna Bellisario, 36 anni, è stato rinvenuto riverso a terra nel suo appartamento di Corso Mianella a Napoli, 7 marzo 2019. ANSA/CIRO FUSCO

Alessandra Immacolata Musarra, 28 anni. Fortuna Bellisario, 36. Due giovani donne morte, uccise di botte dai loro compagni. Succede a Messina e a Napoli, nel giro di poche ore, alla vigilia dell'8 marzo. 

Omicidio a Miano, Napoli: uccisa Fortuna Bellisario

E' stato arrestato Vincenzo Lopresto, l'uomo di 41 anni che ha ucciso la moglie, Fortuna Bellisario, di 36 anni, al culmine di un litigio nel loro appartamento di Miano, nella periferia nord di Napoli. Durante l'interrogatorio ad opera del sostituto procuratore Ernesto Sassone che sta coordinando le indagini, ha confessato di essere lui l'assassino della moglie. La procura partenopea gli contesta l'accusa di omicidio volontario. Secondo i primi rilievi della scientifica, la donna sarebbe stata colpita e uccisa con un corpo contundente, forse una stampella. L'arma del delitto è stata sequestrata e verrà sottoposta a tutte le analisi del caso. L'uomo aveva chiamato il 118 raccontando agli operatori di aver picchiato la donna fino ad ucciderla.

All'aggressione avrebbe assistito anche la mamma della vittima che è stata portata via per un malore. Il movente della lite sarebbe la gelosia. La vittima lascia tre bambini di 7, 10 e 11 anni, che al momento dell'accaduto non erano presenti in casa.

Femminicidi, il silenzio degli orfani: quando la violenza colpisce l’anima dei bambini 

morta miano 4-2

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Alessandra Immacolata Musarra uccisa a Messina

Nuovo caso di femminicidio a Messina. Christian Ioppolo ha confessato di avere ucciso a calci e pugni la fidanzata 28enne, Alessandra Immacolata Musarra, trovata morta nel letto della sua abitazione. Dopo un lungo interrogatorio in Questura, Ioppolo ha ammesso di essere l'assassino, confermando così i sospetti degli inquirenti. Secondo le informazioni raccolte dagli inquirenti, i due litigavano spesso perché lui era geloso e non era la prima volta che la vittima veniva picchiata. Il corpo della donna era disteso nel suo letto, in una pozza di sangue. Dopo la macabra scoperta, il fidanzato è stato portato in Questura insieme con altre persone. E, davanti alle domande degli inquirenti, è crollato ammettendo di essere l'autore del delitto. "Non so come spiegare tanta violenza", ha detto il padre di Alessandra Immacolata Musarra, Luciano.

Il sindaco e i cittadini adottano i figli di Michela, vittima di femminicidio 

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