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Martedì, 21 Maggio 2024
Giallo in montagna / Aosta

"Voleva annullarla": tutto quello che sappiamo sul femminicidio di Auriane, uccisa a 22 anni nella cappella diroccata

Trascinata in Italia su un pullman di linea con il preciso intento "di ucciderla per annullarla", secondo gli inquirenti italiani. Auriane Nathalie Laisne, trovata il 5 aprile morta tra i ruderi in Val d'Aosta, sarebbe stata uccisa dal suo compagno, Teima Sohaib, 21 anni, italiano: "L'assassino ha ricomposto il corpo della vittima, mettendola in una posizione fetale". Cosa hanno scoperto

Un femminicidio premeditato, secondo gli inquirenti. Il quadro si sta delineando sempre più, ed è sempre più inquietante. L'avrebbe convinta a venire in Italia a bordo di un bus di linea con il preciso intento "di ucciderla per annullarla". Auriane Nathalie Laisne, la ragazza francese di 22 anni trovata il 5 aprile morta tra i ruderi della cappella diroccata nei boschi della Valle d'Aosta, sarebbe stata uccisa dal suo compagno, Teima Sohaib, 21 anni, italiano. Arrestato in Francia, l'Italia ha chiesto l'estradizione. Avrebbe portato la giovane nella chiesetta diroccata con il preciso intento prima di ammazzarla a coltellate e poi di depistare le indagini, facendo sparire documenti e cellulare e mettendo il corpo in posizione decisamente insolita: chi la vide per primo pensò infatti che "la campeggiatrice" stesse dormendo.

"Motivi di possesso e di annullamento della volontà della vittima"

"E' stato determinato da motivi di possesso e di annullamento della volontà della vittima. Non si è trattato di raptus, di gelosia o di passione. E' essenzialmente un omicidio tipico di una manifestazione di potere nei confronti della ragazza", ha sottolineato il procuratore capo di Aosta, Luca Ceccanti, nel corso di una attesa conferenza stampa convocata ieri per chiarire le circostanze di quanto accaduto tra il 26 e il 27 marzo scorsi nei boschi sopra La Salle. Il corpo della ragazza venne trovato però solo giorni più tardi, tra quei ruderi fuori da qualsiasi percorso turistico.

"Gravemente indiziato" del delitto è il giovane di 21 anni nato a Fermo, di origini egiziane, Teima Sohaib, che è stato fermato mercoledì sera a Lione dalla gendarmerie francese. Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di cattura europeo che gli verrà notificato a breve. L'ipotesi di reato è omicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto affettivo con la vittima. Avrebbe ferito mortalmente con un coltello la giovane, che era residente a Saint-Priest, alle porte di Lione.

Lui aveva un divieto di avvicinamento, era ricercato in Francia e in Italia dalla fine di marzo per "violazione del controllo giudiziario", ma i due continuavano a vedersi, al punto da partire insieme in una sorta di vacanza: avevano "una frequentazione assidua tra Italia e Francia" ma il loro rapporto "non era sereno", ha spiegato il procuratore. L'ingresso in Italia dalla Francia risale al 25 marzo su un autobus 'low-cost'. Lo sappiamo con precisione perché al Traforo del Monte Bianco erano stati fermati dalla polizia di frontiera per un controllo di routine. Avevano fatto poca strada, a La Salle si erano fermati a campeggiare. Cercavano "luoghi abbandonati", secondo quanto riportato da chi ha parlato con il ragazzo in quei giorni. Per gli inquirenti l'omicidio sarebbe stato premeditato, nessun delitto d'impeto. 

"L'assassino ha ricomposto il corpo della vittima, mettendola in una posizione fetale"

Dopo le ferite con il coltello, l'assassino ha "ricomposto il corpo della vittima, mettendola in una posizione fetale, con una pietra dietro la schiena per non farla rotolare sul lato: la sua intenzione era di farla trovare come se fosse morta dormendo ma gli elementi successivi hanno detto che era stata uccisa" spiegano i carabinieri.

Decisive per le indagini le testimonianze della gente di La Salle, una piccola comunità scossa dalla tragedia. Il sostituto procuratore Manlio D'Ambrosi, titolare del fascicolo, ha aggiunto: "Il caso è stato risolto grazie all'incrocio di dati: individuando chi era transitato all'interno del territorio nazionale e nelle vicinanze di La Salle è stato possibile dare un'identità certa, anche grazie a un confronto con le fotografie, alla vittima e successivamente siamo risaliti alla persona che l'accompagnava".

Per raggiungere la cappella della tragedia bisogna arrivare in auto fino a un parcheggio lungo la statale 26 della Valle d'Aosta, poi attraversare un ruscello e camminare dieci minuti tra i boschi di castagni e betulle. Nel silenzio di quel minuscolo borgo, abbandonato dai valligiani poco meno di 150 anni fa, dopo una delle tante frane, si è consumato l'omicidio. Equilivaz, una manciata di ruderi dimenticati da dio e dagli uomini, è tornato a far parlare di sé nel più drammatico dei modi.

L'avvocato di Teima Sohaib: "Dividere i due casi"

Julien Paris, l'avvocato che dovrà assistere il giovane il 3 maggio davanti al tribunale penale di Grenoble per la violazione del divieto di avvicinamento, predica cautela parlando a Le Dauphine Libere, quotidiano francese di riferimento nella regione: "Dobbiamo dividere i due casi. C'è quello valdostano di cui si hanno informazioni solo attraverso la stampa e attorno al quale regna al momento una vera e propria vaghezza. E quello che dovrà essere giudicato il 3 maggio e che riguarda fatti correzionali. Il mio timore è che il tribunale penale di Grenoble assuma le sembianze di una corte d’assise il 3 maggio".

Paris ricorda anche che il giovane "non ha precedenti penali". "È venuto in Francia per studiare. Ha lavorato nel settore della ristorazione per pagarsi gli studi. Non ha il profilo di un delinquente", ha aggiunto.

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