Lunedì, 20 Settembre 2021
IL CASO

Loris, madre fermata per omicidio

La svolta a tarda notte: Veronica Panarello è stata fermata con l'accusa di omicidio aggravato e occultamento di cadavere

Veronica Panarello, la madre di Loris Stival, è stata fermata con l'accusa di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. L'interrogatorio è fissato per la mattina di martedì, per la convalida del fermo. Il fermo è avvenuto per "gravi indizi di colpevolezza". Secondo gli inquirenti sarebbe dunque stata lei a togliere la vita al piccolo, strangolandolo.

NON HA CONFESSATO - La donna si è difesa davanti ai magistrati della Procura di Ragusa: "Io non l'ho ucciso". Gli investigatori ritengono che la donna abbia agito da sola. A questo punto il pm dovrà chiedere al gip la convalida del fermo.

LA TELECAMERA - Troppi elementi non tornano nelle dichiarazioni della donna, sentita per ore in procura. Sarebbe proprio la macchina della mamma di Loris inoltre quella ripresa dalla telecamera dell'azienda agricola all'ingresso della strada che porta al Mulino Vecchio la mattina di sabato 29 novembre. La circostanza sarebbe emersa nel corso delle ulteriori analisi dei video da parte degli investigatori e sarebbe stata contestata alla donna nel corso dell'interrogatorio in procura.

LA POLO NERA - Nel rapporto degli investigatori di tre giorni fa, si parlava di un «auto di colore scuro» che passava «senza rallentare» davanti alla telecamera. Ma dalle analisi più approfondite, gli investigatori sarebbero riusciti ad ingrandire le immagini ed isolare il frame in chi si distinguerebbe la Polo nera di Veronica Panarello.

BUCO DI SEI MINUTI - Ma non è tutto. I magistrati, per i quali la donna avrebbe agito da sola, sospettano le gravi responsabilità della donna, anche per un "buco" di 6 minuti nel tragitto che la sua auto percorre tra una pompa di benzina alle porte del paese, e un tratto di strada che porta al luogo del ritrovamento: cosa è accaduto in quel lasso di tempo che Veronica non è ancora riuscita a spiegare? E ancora, la mamma di Loris è chiamata a giustificare il perché di quelle fascette di plastica consegnate alle maestre della scuola "Falcone e Borsellino" il lunedì successivo alla morte del figlio. Fascette che sarebbero compatibili con l'arma del delitto, secondo quanto accertato dall'esame autoptico, e che le insegnanti hanno detto di non avere mai in alcun modo fornito agli studenti.

L'AVVOCATO - «La mia assistita è un’indagata ma questo non significa che sia colpevole», dice l’avvocato Francesco Villardita, legale di fiducia della mamma di Loris, Veronica Panarello. Il penalista ha confermato che alla sua assistita è stato «notificato un provvedimento di fermo per omicidio aggravato e occultamento di cadavere e che la donna sarà trasferita in questura dove trascorrerà la notte e tra poche ore sarà sentita dalla procura durante un interrogatorio del fermato».

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