Giovedì, 6 Maggio 2021

Fertility Day, esplode la polemica: "Il ministero insulta chi non può avere figli"

La campagna della giornata nazionale di informazione su maternità e paternità voluta dal ministero della Salute fa discutere, tra slogan discriminanti e sessismo strisciante

Le polemiche sono feroci. Il "Fertility Day" in programma il prossimo 22 settembre fa discutere.

Il ministero della Salute per promuovere una giornata nazionale di informazione su maternità e paternità ha lanciato una campagna che a molti è parsa offensiva. Si tratta di una serie di immagini esplicative, accompagnate da didascalie che sono sembrate discriminanti verso quanti non vogliono o non possono avere figli. 

Si va da "La bellezza non ha età, la fertilità sì" a "Datti una mossa! Non aspettare la cicogna", passando per "Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi" e "La fertilità è un bene comune": slogan che si sono rivelati un vero e proprio boomerang.

DAL MINISTERO - "La consapevolezza e la conoscenza delle nostre possibilità biologiche fanno scegliere liberamente da tutto", perché "finalmente la procreazione non è più obbligatoria", perché "maternità consapevole riguarda sia il concepimento che la contraccezione": lo dice chiaramente Eleonora Porcu, esperta di fecondazione assistita, dell'università di Bologna e a capo del tavolo del ministero che si è occupato di elaborare il Piano Nazionale per la fertilità. Delle polemiche scoppiate sui social per il Fertility day annunciato dal ministero per il prossimo 22 settembre e delle reazioni politiche e non è "sinceramente e completamente esterrefatta, sembra una reazione davvero ideologica", invece rivendica "L'obiettivo del Fertility Day è di far conoscere per scegliere liberamente" e se si vuole avere figli per poterlo fare "senza medicalizzazione". Quindi "è informazione, è conoscenza". "Poi - ammette - qualcuno degli slogan può sembrare meno adatto o inopportuno; ma gli slogan hanno sempre limiti", e "ribadisco: l'obiettivo è informare, sono un medico".

"SESSISTA" - Eppure mentre il sito del ministero della Salute fa scorrere nell'homepage il banner del Fertility Day e i suoi slogan, sui social infuria la polemica, denunciando una campagna "sessista" se non "fascista". Mentre l'opposizione punta il dito contro disoccupazione e precarietà, indicandoli come i veri ostacoli alla natalità italiana. "Ora che la Lorenzin ci ha suggerito di fare figli, il ministro delle finanze ci dirà come mantenerli?", scrive qualcuno su Facebook, e c'è chi aggiunge: "Non ho bisogno di un #fertilityday, datemi una pari retribuzione e una legge che vieti di chiedere le mie intenzioni in sede di assunzione".

CINQUE STELLE -  "Se non fosse drammatico ci sarebbe da ridere. Ma stanno giocando sporco sulla pelle di milioni di italiane, e di italiani, e da ridere non c'è proprio nulla. Il ministro Lorenzin lancia niente di meno che il fertility day, per esaltare in un modo medioevale il concepimento in età giovane, perché se si fanno figli da giovani si è più creativi, scrive l'illuminato ministro della Salute. Perché 'la procreazione è un bene comune', si legge nelle locandine diffuse da questo governo che ormai ha perso del tutto il contatto con la realtà. Glielo rammentiamo noi: non è che rinunciare a diventare genitori sia una moda da scoraggiare o una consuetudine capricciosa. Non si fanno figli perché non si può". E' il commento delle parlamentari M5S di Camera e Senato. "Le donne - aggiungono - prima di mettere al mondo un figlio responsabilmente pensano al domani. Non c'è lavoro, come ci dice proprio oggi l'Istat: 51 mila donne hanno perso il loro impiego e altre 52 mila hanno perso le speranze di trovarne uno. Sono dati ufficiali, proprio di oggi. Curioso che poi per questo governo l'acqua non sia un bene comune ma la procreazione sì".    

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