Giovedì, 18 Luglio 2024
Festa della liberazione

La "nuova" liberazione: per i marò, ma a ritmo di "Bella ciao"

Napolitano dedica ai due marò le celebrazioni per il 25 aprile: "Onore a loro, ingiustamente trattenuti". Renzi aveva aperto la festa: "Grazie ai ribelli di allora, #unamattina"

ROMA - Sessantanove anni fa per la liberazione dal nazifascismo. Oggi, per quella dei marò, i fucilieri di marina trattenuti in India da due anni per l'omicidio di due pescatori. E' il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a dedicare a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone il 25 aprile. 

"Rendono onore alla patria e sono stati ingiustamente trattenuti - ha attaccato il capo di Stato al termine della deposizione delle corone all'Altare della Patria a Roma - Onore ai marò".

"Dobbiamo procedere in un serio impegno di rinnovamento e di riforma, razionalizzando le nostre strutture e i nostri mezzi, come si è iniziato a fare con la legge in corso di attuazione, e sollecitando il massimo avanzamento di processi di integrazione al livello europeo. Senza - ha ammonito Napolitano - indulgere a decisioni sommarie che possono riflettere incomprensioni di fondo e perfino anacronistiche diffidenze verso lo strumento militare, vecchie e nuove pulsioni antimilitariste". "I valori della resistenza - ha concluso - sono incancellabili". 

A dare il via alla festa era stato il premier, Matteo Renzi - anche lui presente all'Altare della Patria - con l'ormai immancabile tweet. "Un grazie ai ribelli di allora - aveva scritto il presidente del Consiglio sul suo profilo - Scorrono i loro nomi: Silvano, Eda, Giorgio, Liliana, Elia e tanti altri. Viva l'Italia libera #unamattina". 

renzi 25 aprile-2

Meno disteso, invece il clima al Colosseo dove si è svolto l’annuale corteo organizzato dall’Associazione nazionale partigiani d’Italia. Momenti di tensione si sono vissuti a causa delle proteste da parte di alcuni rappresentanti della comunità ebraica che si opponevano alla presenza di un gruppo di sostenitori palestinesi. I due gruppetti sono quasi venuti alle mani ed è stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine.

A spiegare quanto accaduto Fabio Perugia, portavoce della Comunità ebraica di Roma: "Questa mattina è accaduto questo. Avevamo appuntamento come tutti gli anni alle 9 e 15 per sfilare con la bandiera della Brigata Ebraica, che è molto simile a quella di Israele, ma non è la stessa. All'improvviso cinquanta persone con una decina di bandiere palestinesi sono uscite dalla metro Colosseo ed hanno iniziato ad aggredirci verbalmente. Se non fosse stato per le forze dell'ordine ci avrebbero aggrediti fisicamente, e sarebbe scoppiata la rissa".

La risposta di una delle attiviste con la bandiera palestinese parla invece di altro: "I sionisti si sono sentiti offesi e hanno cercato di cacciarci via, uno anche mettendoci le mani in faccia". Così come Loretta Mussi, della Rete Romana Palestina: "Noi avevamo fatto un accordo con Nassi dell'Anpi: saremmo stati presenti come resistenza palestinese con le bandiere e lui era d'accordo. Quando siamo arrivati qui e abbiamo tirato fuori le bandiere, il servizio d'ordine della comunità ebraica che era presente con le bandiere della Brigata Ebraica e di Israele ci ha aggredito". "Hanno detto che noi non potevamo partire e non avevamo diritto di presenza - ha aggiunto -. Ci hanno aggredito per otto volte mentre eravamo fermi".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La "nuova" liberazione: per i marò, ma a ritmo di "Bella ciao"
Today è in caricamento