Domenica, 11 Aprile 2021
Il grido di aiuto è telematico

La famiglia si oppone al fidanzato perché indiano, giovane segregata in casa per farla tornare in patria

Padre e madre si erano opposti alla relazione della figlia. Avrebbero fatto di tutto per impedire alla figlia di proseguire quella relazione, ma lei ha avuto l'intuizione di inviare una mail agli unici che la potevano salvare

Foto di repertorio

La sua unica colpa era stata quella di innamorarsi di un giovane di una nazionalità diversa dalla propria e che predicava una religione differente da quella della sua famiglia. Lei una pachistana musulmana di 20 anni e lui un giovane indiano di religione induista. Per i due le loro origini non sono mai state un problema perché si amano e l’unica cosa che volevano era stare insieme, frequentandosi come ogni altra coppia di fidanzatini. Ma quell’amore, sbocciato in provincia di Arezzo, ha trovato ostacoli continui, soprattutto da parte della famiglia di lei. I genitori della 20enne pachistana erano arrivati a segregarla dentro casa, incaricando i due fratelli di badare sempre a lei, affinché non potesse vedere quel giovane. La sua colpa? Essere indiano, provenire da un paese storicamente in conflitto col Pakistan. Ma la storia fra nazioni aveva poco a che vedere col sentimento dei due giovani. Un rapporto che sarebbe stato spezzato a breve anche perché i genitori di lei, non solo si erano opposti con violenze e minacce, ma avevano anche in mente di mettere la figlia con la forza su un aereo e rispedirla in patria come si fa con un pacco. Avrebbero fatto di tutto per stroncare quell’amore tra 20enni.

Ma lei glielo ha impedito. Come racconta anche ArezzoNotizie, la giovane ha trovato la salvezza con una richiesta di aiuto alle forze dell’ordine. Ha approfittato di quei momenti di Didattica a distanza, gli unici in cui la famiglia la lasciava da sola davanti ad un computer. Ha avuto l’intuizione di spedire una mail. Ha creato un account al volo e ha inviato la missiva digitale in cui descriveva con poche righe la sua condizione e chiedeva di essere liberata. Così i carabinieri hanno passato al setaccio gli archivi e le anagrafi dei comuni del Valdarno, per riuscire a risalire all’identità dell’autrice della richiesta d’aiuto. In poche ore, hanno ottenuto il riscontro desiderato: riuscendo a identificarla e a rintracciare l’indirizzo dell'abitazione dei suoi genitori. Non solo, le problematiche della famiglia erano, almeno in parte, già seguite anche dai servizi sociali. Con una scusa, per non far insospettire il resto della famiglia, i carabinieri si sono recati nell'abitazione e hanno accompagnato la ragazza in caserma. Che in breve, davanti ai militari, ha raccontato tutto.

Ragazza segretata in casa dai genitori, contrari al fidanzato 

La ragazza al momento è stata messa al sicuro dalle forze dell'ordine, è stata infatti affidata ad un centro antiviolenza. Ma le indagini proseguono: sono in corso da parte dei militari approfondimenti per chiarire tutti i contorni della vicenda e definire con esattezza le responsabilità dei singoli familiari in ordine alle violenze che la ragazza ha subito nel corso del tempo.“

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