Venerdì, 14 Maggio 2021
Fine dell'incubo / Caserta

Scappa di casa e fa arrestare il padre violento che lo picchiava e lo aveva legato all’auto con un guinzaglio

Dopo l’ennesima violenza, un ragazzino è corso in Questura e in lacrime ha denunciato cosa succedeva tra le mura domestiche: lui e la madre erano vittime da tempo di abusi, sopraffazioni, violenze e vessazioni

Botte, insulti, umiliazioni vessazioni. Un vero e proprio incubo vissuto tra le mura domestiche con un “padre-padrone” che è arrivato a legarlo con un guinzaglio al cofano della macchina solo per averlo visto in compagnia di un amico a lui non gradito e a colpirlo violentemente alla testa.

Alla fine, stanco delle continue violenze contro di lui e contro la madre, un ragazzino è fuggito di casa ed è corso direttamente in Questura, dove in lacrime ha raccontato cosa stavano vivendo. La squadra mobile di Caserta ha così eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di X.R., 54enne albanese residente da molti anni in Italia, gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti della moglie e del figlio minorenne.

Violenze da incubo in casa: il racconto agli investigatori 

Anche la madre del ragazzino, ascoltata dagli investigatori, ha confermato il racconto del figlio, aggiungendo altri dettagli in merito alle violenze subite. In diverse occasioni, la donna era stata picchiata dal marito con una cintura, strattonata per i capelli, scaraventata a terra e colpita ripetutamente con pugni e schiaffi su tutto il corpo. Il ragazzino, ascoltato in modalità protetta e con l’ausilio di una psicologa, ha confermato di essere stato picchiato dal padre, che lo avrebbe colpito addirittura con un tubo utilizzato per l’irrigazione del giardino. Lo scorso 6 marzo, poi, in un raptus d’ira, il ragazzino è stato trascinato in aperta campagna dall'uomo, furioso per averlo visto in compagnia di una persona lui non gradita, legato con un guinzaglio all’auto e colpito alla testa così forte da causargli un “trauma cranico non commotivo”. 

Al termine delle indagini, che hanno fatto luce su questo terribile spaccato familiare fatto di sopraffazioni, umiliazioni e violenze e diventato ormai insostenibile per il ragazzino e sua madre, la Procura ha chiesto e ottenuto la custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo. Il provvedimento stato eseguito e X.S. è stato portato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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