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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
La tragedia di Torino / Torino

Morto nel crollo della gru a Torino, due città in lutto per Filippo Falotico

Filippo Falotico, 20 anni, è una delle tre vittime della tragedia di sabato: oltre a Torino anche Coazze ha proclamato il lutto cittadino

Due città in lutto per la morte di Filippo Falotico, il ventenne morto nel crollo della gru avvenuto in via Genova, a Torino, la mattina di sabato 18 dicembre. Falotico lavorava nel capoluogo piemontese e viveva a Coazze, piccolo comune in provincia, con la famiglia: entrambe le comunità hanno proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali, di cui non è ancora stata resa nota la data.

Nella tragedia di sabato oltre a Falotico hanno perso la vita altri due giovani operai, Marco Pozzetti e Roberto Peretto, mentre altre tre persone sono rimaste ferite. Grande appassionato di auto e rally, Falotico il giorno della tragedia avrebbe dovuto correre come navigatore a Moncalieri a bordo della sua Fiat Cinquecento appositamente allestita per competizioni di questo tipo. Quell'auto, invece, resta parcheggiata in un piazzale di Coazze, memento di una giovane vita spezzata sul posto di lavoro.

Il ricordo dell'amico: "La necessità di lavorare si è portata via un giovane pieno di vita"

“La Cinquecento è lì, ferma. Come sempre, in attesa del po' di tempo libero per poter essere presa e rimaneggiata. Tempo che probabilmente non era molto. Il lavoro con buona probabilità assorbiva parecchio Filippo - ricorda un amico di Falotico - La piccoletta Fiat senza interni attenderà invano la mano del suo appassionato proprietario. Ragazzo simpatico, lo avevo conosciuto quando scaricando il mio Pick-up con scritto sul cassone 'totalmente incivile' avevamo scambiato qualche parola. Era rimasto colpito dalla mia scritta sulla macchina. Poi qualche altra parola durante le sue operazioni di upgrade in garage. Non entro nel merito dell'incidente di Via Genova. Ma il lavoro, la necessità di lavorare si è portato via un giovane pieno di vita, e di cose da fare in futuro. Uno di noi, un ragazzo che avremmo potuto incontrare in un raduno, o una manifestazione. Con la sua macchina chiassosa, fatta in casa, alla vecchia maniera”.

Filippo aveva imparato il mestiere di addetto alle gru anche su grandi altezze dal papà Domenico, titolare di una piccola impresa del settore. Lascia anche la mamma e un fratello maggiore. Conosciuto e apprezzato proprio per la dedizione al lavoro e la passione per i motori, la notizia della sua morte, in circostanze così terribili, ha scioccato due comunità: decine i messaggi di cordoglio, tanti i ricordi condivisi sui social in attesa di potergli rendere omaggio per l’ultima volta: “Che la terra ti sia lieve, ragazzo!".

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