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Domenica, 16 Giugno 2024
Il caso / Romania

Filippo Mosca, confermata la condanna per l'italiano detenuto in condizioni "inumane" in Romania

Stessa sorte per gli altri due ragazzi di Caltanissetta detenuti nel penitenziario di Costanza da oltre un anno

A un paio di giorni dalla notizia dei domiciliari concessi in Ungheria a Ilaria Salis, arriva la conferma della condanna nei confronti di Filippo Mosca, l’italiano detenuto in carcere in Romania per traffico internazionale di droga. La corte d'appello romena ha confermato la condanna a 8 anni e 3 mesi di reclusione nei confronti dei tre ragazzi di Caltanissetta detenuti nel penitenziario di Porta Alba a Costanza da oltre un anno: Filippo Mosca, Luca Cammalleri e un’altra imputata di cui non si conosce l’identità.

Lo scorso marzo era stata respinta la richiesta di concessione dei domiciliari avanzata dalla difesa del ragazzo. La mamma del 29enne ha più volte denunciato le "condizioni critiche" e "inumane" di detenzione del figlio chiedendo l’intervento della Farnesina. Ma andiamo per ordine.

Cosa è successo

Filippo Mosca, 29 anni, Luca Cammalleri, 30, erano partiti alla volta della Romania per partecipare insieme ad altri amici al "Sunwaves", festival musicale che ogni anno ospita artisti internazionali sulle spiagge del Nero. A poche ore dal volo di ritorno, nell'hotel dove i giovani alloggiavano è stato consegnato un pacco con all'interno 150 grammi di stupefacenti tra ketamina, hashish e mdma. Sembra però che tale pacco fosse destinato a un'altra ragazza italiana presente nel gruppo, che si è assunta tutta la responsabilità.

I tre italiani condannati a 8 anni di carcere per essere andati a un festival

Filippo Mosca e Luca Cammalleri si sono sempre dichiarati innocenti. Nonostante questo, il tribunale romeno ha condannato tutti a 8 anni e 3 mesi per traffico internazionale di droga.

Le condizioni "inumane" del carcere romeno

Da allora la mamma di Filippo Mosca, Ornella Matraxia, ha iniziato a parlare di condizioni "inumane" di detenzione del figlio e dell'amico nel carcere straniero. "Una vita trascorsa in condizioni critiche, senza attività fisica o intellettuale, a guardare il soffitto 24 ore su 24, senza poter mangiare altro se non scatolette".

La donna ha chiesto più volte un intervento della Farnesina, sostenendo che "in questa battaglia siamo soli". Dopo aver ribadito l'innocenza del figlio ha dichiarato che "ci sono una serie di incongruenze in questa storia, però pare che nessuno riesca a risolvere la situazione". Ornella Matraxia ha parlato di "errori grossolani, trascrizioni sbagliate, irregolarità di giudizio, errori di traduzioni di audio registrati" ma soprattutto ha voluto sottolineare che i tre ragazzi sono stati messi "nello stesso fascicolo non considerando le diversità delle situazioni".

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