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Lunedì, 23 Maggio 2022
Il personaggio

E' morto Flavio Carboni, il faccendiere dei grandi misteri italiani

Si è spento a 90 anni. E' stato protagonista di alcune delle pagine più nebulose della storia recente: dalla morte di Calvi, "il banchiere di Dio", alla scomparsa di Emanuela Orlandi. Una storia tra soldi, scandali, processi e pesanti ombre

Il crack del Banco Ambrosiano, la morte di Roberto Calvi, la P2: il suo nome è legato in qualche modo - ufficiale o ufficioso - ad alcune delle pagine più importanti e meno chiare della recente storia italiana. E' morto, a 90 anni, Flavio Carboni. Faccendiere dell'Italia che fu, si è spento a Roma. Lo riporta l'AdnKronos.

Chi è Carboni

Il nome di Carboni, imprenditore sardo, compare negli anni '70. La sua "fama" cresce di pari passo con le vicende giudiziarie. Le sue ricchezze aumentano grazie a una serie di società immobiliari e finanziarie. Si muove anche nel mondo dell'editoria. Diventa proprietario di parte del pacchetto azionario della Nuova Sardegna ed editore di Tuttoquotidiano (per il fallimento viene condannato in primo grado e assolto in appello per vizio di forma). 

Il suo primo arresto, in Svizzera, nell'estate del 1982. Da allora ai giorni nostri diventa frequentatore assiduo dei tribunali. Tra gli arresti subiti da Carboni, quello più clamoroso il 9 maggio 1992: bloccato dagli agenti della Mobile di Roma all'uscita dagli studi di un'emittente televisiva dove aveva partecipato alla trasmissione "L'istruttoria" condotta da Giuliano Ferrara. 

E' stato accusato anche di avere avuto contatti con il pregiudicato mafioso Domenico Balducci, uomo di fiducia di Pippo Calò e con il finanziere italo-svizzero Florent Ley Ravello, sospetto riciclatore di capitali mafiosi.

Nella sua storia ci sono una condanna definitiva a 8 anni e 6 mesi per la vicenda del fallimento del Banco Ambrosiano, e una serie di assoluzione come quella di concorso nell'omicidio di Roberto Calvi - il presidente del Banco Ambrosiano trovato impiccato sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra - o di essere stato il mandante del tentativo di omicidio di Roberto Rosone, vice di Calvi all' Ambrosiano. E ancora è stato assolto dall'accusa di falso e truffa ai danni del Banco di Napoli. L'ultima assoluzione nelle scorse setimane: era accusato di trasferimento fraudolento di fondi. Ipotesi giudicata infondata dai giudici.

La P2

Carboni ha sempre negato un suo coinvolgimento nella massoneria. "Non ho mai conosciuto Gelli, non ho mai fatto parte della P2". Anzi, "non ho mai fatto parte della massoneria in generale. Che poi abbia conosciuto tanti personaggi di primissimo piano - come tutti a quell'epoca del resto - che potessero avere simpatie o aderire a logge è un'altra storia", le sue parole all'AdnKronos in una recente intervista. E ancora: "Ho avuto un rapporto molto intenso con Armando Corona, gran maestro della Grande Oriente, e della P2 so quello che mi ha detto lui. Uno dei grandi protagonisti della formazione di quella branca massonica penso sia stato Umberto Ortolani, credo possa definirsi il 'padre' della P2. Poi Gelli ne è stato un ottimo allievo nello svilupparla e nel raccogliere tutte quelle adesioni molto importanti, di qualità... Ci sarebbe stato perfino l'allora capo del Sismi, Giuseppe Santovito. Se c'è qualcosa da domandarsi, dunque, è come mai la P2 abbia raccolto il consenso di tanti autorevoli personaggi".

La scomparsa di Emanuela Orlandi

Nel 2010 viene ascoltato come testimone dalla procura di Roma in relazione alla scomparsa di Emanuela Orlandi, alla luce dei suoi rapporti con il Vaticano e con esponenti di spicco della Banda della Magliana.

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