Sabato, 8 Maggio 2021
Il caso / Napoli

Focolaio in una casa di riposo: “Abbiamo chiesto i vaccini da gennaio, non ci hanno risposto”

Venti contagiati in una struttura di corso Umberto a Napoli: tredici ospiti e sette operatori. "Siamo stati contattati solo per la prima visita, poi finiti nel dimenticatoio“, racconta il titolare

Focolaio di coronavirus in una casa di riposo in centro a Napoli. È il caso di una residenza per anziani di corso Umberto dove, denuncia il titolare, il personale sanitario non ha ancora ricevuto neanche la prima dose di vaccino. “Eppure la prima richiesta di inserire il personale sanitario l’abbiamo inviata il 10 gennaio. Nonostante i ripetuti solleciti non abbiamo mai ricevuto risposta”, ha spiegato ai microfoni di NapoliToday Rosario Maiorano, titolare della struttura e di altre case di riposo a Napoli. Da gennaio ad aprile sono state inviate quindici email alle autorità sanitarie regionali ma la situazione non è stata risolta: "Siamo stati contattati solo per la prima visita, poi finiti nel dimenticatoio“. 

“Trovo assurdo che il personale delle case di riposo non venga vaccinato, mentre tra i caregiver che hanno già ottenuto la somministrazione ci son persone che non hanno mai passato neanche cinque minuti con un disabile”, ha detto Maiorano.

Venti contagiati nel focolaio nella casa di riposo

Ad oggi i contagi sono venti, di cui tredici ospiti e sette operati. Gli stessi ospiti della residenza, tutti ottuagenari, sono ancora in attesa di ricevere il vaccino. “I loro parenti hanno fatto richiesta sulla piattaforma per il vaccino domiciliare, in quanto parliamo di anziani con difficoltà di deambulazione ma anche in questo caso nessuno è stato contattato”, è la denuncia di Maiorano. Anche nella struttura gemella di piazza Vanvitelli, sempre gestita da Maiorano, utenti e personale non sono stati ancora vaccinati. “Abbiamo paura che possa esplodere un altro focolaio”, ha spiegato. “Mia madre è un soggetto fragile. Abbiamo fatto richiesta per il vaccino il 2 febbraio e ancora stiamo aspettando”, è la denuncia della figlia di una donna di 86 anni, ancora in attesa del vaccino. 

Eric Grimaldi, avvocato e fondatore del Comitato per la cura domiciliare del Covid-19 che segue la struttura di Maiorano, ha spiegato quali sono le crepe del sistema sanitario: “Più che fragilità dovremmo parlare di fallimento. La casa di riposo non ha ricevuto alcuna assistenza e ha dovuto sostenere economicamente cure e tamponi. Sono centinaia le persone abbandonate dal sistema sanitario che il Comitato aiuta con i consigli dei medici associati. Andrebbe ricordato che a marzo scorso sono state istituite le Usca, Unità speciali di continuità assistenziale. Dovevano attivarne una per ogni 50mila abitanti, ma a dicembre 2020 a Napoli risultavano attive solo cinque Usca sulle dieci previste”. 

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