Lunedì, 1 Marzo 2021
Cronaca / Messina

Il focolaio covid dopo una festa di compleanno e l'indagine per epidemia colposa

Succede a Capizzi, in provincia di Messina. Le indagini della Procura di Enna dovranno fare chiarezza su un party svoltosi in un ristorante della vicina Nicosia

La Procura di Enna sta indagando per epidemia colposa in seguito al focolaio di coronavirus che ha messo in seria difficoltà il comune di Capizzi, in provincia di Messina, dichiarato zona rossa da inizio mese. Gli inquirenti stanno puntando l'attenzione su una festa di compleanno del 20 dicembre scorso, tenutasi in un ristorante della vicina Nicosia a ridosso delle festività natalizie. Potrebbe essere quell'evento la causa dell'aumento dei contagi visto il numero di partecipanti provenienti dal paese dei monti Nebrodi. La guardia di finanza ha già eseguito diverse perquisizioni domiciliari supportata dagli operatori Asp per evitare rischi.

Il focolaio covid a Capizzi dopo una festa di compleanno a Nicosia

Alla festa avrebbero partecipato numerosi giovani, tutti provenienti da Capizzi. Sottoposti a sequestro anche pc e cellulari che potrebbero contenere informazioni utili alle indagini coordinate dal procuratore Massimo Palmeri. L'obiettivo è capire se l'escalation di contagi, tra cui i 25 anziani della casa di riposo San Giacomo, possa essere stata causata dalla festa e ad altri comportamenti illeciti tenuti dalla cittadinanza.

Il sindaco di Capizzi: "La festa di compleanno non andava fatta"

Quest'ultima ipotesi era già stata avanzata dallo stesso sindaco di Capizzi Leonardo Giuseppe Principato Trosso. "Stiamo facendo i conti con una situazione che parte da lontano - aveva spiegato il primo cittadino -. La vera colpa è di chi si è comportato irresponsabilmente conducendo una vita normalissima nonostante le regole da seguire. In molti hanno nascosto i sintomi facendo finta che il virus non esistesse e non sottoponendosi ai tamponi. Ecco perché in autunno i contagi salivano ovunque tranne che a Capizzi, ma ci siamo fatti illudere da un dato irreale. Sono tante anche le persone infettate in modo asintomatico e che quindi non si sono rese conto del potenziale pericolo. La festa di compleanno non andava sicuramente fatta anche se all'epoca la legge lo consentiva essendo in zona gialla, ma è stata solo la ciliegina sulla torta visto che avevamo già 18 positivi. Stiamo pagando per colpa di chi si è comportato in modo spregiudicato e questa cosa mi ha molto amareggiato".
 

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