Venerdì, 5 Marzo 2021
Bologna

La festa Erasmus si trasforma in un focolaio: sono almeno 10 gli studenti positivi

C'è preoccupazione a Bologna dopo la riapertura dell'università: l'allarme è scattato quando una ragazza con sintomi si è sottoposta al tampone per il coronavirus

foto di repertorio

Serve un po' più di prudenza, di attenzione, di rispetto delle norme che ormai conosciamo tutti a memoria: mascherine, igiene, distanze. Il focolaio in piazza Scaravilli a Bologna non è un bel segnale: sono 10 per ora i positivi accertati per una festa Erasmus organizzata una settimana fa, lo scorso lunedì sera, in piena zona universitaria.

Bologna il focolaio della festa Erasmus

Quasi tutti i contagiati sono cittadini spagnoli, tutti hanno fra i 20 e i 24 anni. Purtroppo il numero dei positivi potrebbe aumentare, perché le persone sottoposte a sorveglianza da parte dell’Ausl sono alcune decine. Quando si è iniziato a capire che in quell'appartamento di piazza Scaravilli il virus si era fatto strada? "L’allarme è scoppiato a metà settimana - racconta Repubblica Bologna - quando una ragazza con sintomi, che aveva partecipato alla festa, è risultata positiva al tampone".

A quel punto sono iniziate tutte le procedure ormai "di rito" per cercare tutti i contatti stretti, anche con l’ausilio di mediatori visto che si parla di ragazzi stranieri.

Alcuni giovani si sono presentati autonomamente in ospedale dopo il passaparola scatenato dalle prime notizie di contagio e adesso il lavoro più difficile è ricostruire tutta la rete dei contatti per isolarli e, se necessario, testarli. L’appello dell’Ausl Paolo Pandolfi, direttore del Dipar- timento di sanità pubblica, da me- si con la sua squadra insegue que- sto genere di focolai, talvolta im- prevedibili, come dimostrano i 58 contagi legati a dei canti in chiesa scoperti nelle scorse settimane.

Pandolfi non pensa che gli Erasmus abbiano portato il coronavirus dalla Spagna: "L’hanno preso qui. Io voglio lanciare un appello: bisogna fare attenzione. Non è il periodo delle feste. Se si organizzano, è bene che siano fatte all’aperto, con poche persone e in condizioni di massima sicurezza".

Il primo fine settimana dopo la riapertura dell’università a Bologna non è stato un successo: assembramenti, caos e poche mascherine in tutti i ritrovi tipici degli studenti.

"Senza mascherine e distanze a dicembre in Italia 700 morti al giorno"

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