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Venerdì, 24 Maggio 2024
MANIFESTAZIONI / Varese

Forconi assediano casa di Bossi: "Da Roma ladrona a mr. poltrona"

Dopo il flop del comizio a Genova del leader Calvani attivisto del Movimento 9 dicembre si sono radunati a Gemonio (Varese), il paese del senatùr. Dure le parole contro il fondatore del Carroccio, "un traditore"

GEMONIO (VARESE) - Che sia il periodo della "risacca" per il movimento dei Forconi è un dato di fatto. Le immagini del flop del comizio di Danilo Calvani a Genova di ieri ne sono la prova. Ma c'è chi del Movimento 9 dicembre continua a scendere in piazza. E oggi è stato il giorno dei militanti di Gemonio, il paese di Umberto Bossi.

E proprio il senatùr è stato l'obiettivo dei manifestanti che si sono riuniti in presidio in piazza della Vittoria. I manifestanti, una decina, hanno esposto striscioni e cartelli con scritte come "gridavi Roma ladrona ma ti sei preso la poltrona" nella piazza principale del piccolo centro, vicino alla casa di Bossi. 

"Bossi è uno dei simboli dell'ipocrisia della politica - ha spiegato Cristiano Pala, portavoce varesino del movimento - perchè era l'emblema della lotta contro Roma ma si è dimostrato peggiore di tutti gli altri".

CALVANI CONTRO TUTTI - Intanto continua la polemica tra gli artefici delle proteste di inizio dicembre. A far parlare è sempre Danilo Calvani che da Genova ha attaccato chi, secondo lui, ha contribuito a far allontanare la gente dal movimento: gli scissionisti che "hanno fatto un partito politico" tanto che nei giorni scorsi "hanno avuto una riunione con alcuni parlamentari nel presidio di Soave, l'unico rimasto in mano a Chiavegato". 

"Noi abbiamo sempre detto - ha sottolineato Calvani, parlando con i giornalisti prima del suo intervento - che non avremmo fatto un partito, che questa iniziativa appartiene al popolo quindi è trasversale. Stiamo mantenendo questa linea come deciso da tutti i coordinatori d'Italia. Se altri hanno cambiato linea e vogliono fare un partito - ha aggiunto il leader del movimento - è legittimo ma bastava essere chiari dall'inizio, non coinvolgere la gente e dire fregnacce e poi fare marcia indietro. Dovevano dire prima che avevano intenzione di cambiare rotta e non durante la navigazione perché il popolo italiano è arrabbiato e non va preso in giro", ha concluso l'agricoltore laziale.

SI TORNA IN PIAZZA - Il Coordinamento 9 dicembre invita "tutti gli italiani che si riconoscono nelle ragioni della protesta contro il Parlamento" a partecipare ai sit-in che venerdì 10 gennaio sarannno organizzati davanti le Prefetture di varie città. Il 18 gennaio è invece prevista una manifestazione alle Regioni: "Le proteste - dice il Coordinamento - sempre pacifiche e democratiche hanno come fine quello di pretendere le dimissioni dell'intero Parlamento già delegittimato dalla Consulta".

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