Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca Vicenza

Vicenza, scandalo in ospedale: foto di cadaveri inviate su WhatsApp

Continuano ad emergere nuovi dettagli sulla gara sadica via whatsapp tra sei infermieri e due medici del San Bortolo. Una dei sei, non presente il giorno della gara, avrebbe fotografato un'anziana arrivata al pronto soccorso priva di vita e con impressionanti fratture alle gambe

Foto di repertorio

Una cena scellerata, la pianificazione della gara con l'assegnazione dei punteggi e poi, il giorno successivo, un pomeriggio su WhatsApp a suon di aghi, cannule e cateteri. E' la ricostruzione, riferita da Il Giornale di Vicenza, del primario del pronto soccorso del San Bortolo Vincenzo Riboni sulla genesi e lo svolgimento della sadica gara tra due medici e sei infermieri del suo reparto.

"Non è vero", si difendono in coro gli accusati, che hanno anche una registrazione del faccia a faccia tra loro e Riboni, consegnata all'ufficio legale dell'Ulss 5. Non solo. Una degli "Amici di Maria", questo il nome del gruppo, tempo prima avrebbe fotografato un'anziana arrivata morta al pronto soccorso, con impressionanti fratture alle gambe, ed avrebbe poi fatto circolare l'immagine. Il punto è se questi comportamenti costituiscano reato, visto che non c'è alcuna prova che gli accusati abbiano realmente usato aghi e cannule più grandi senza necessità e solo per vincere la competizione; inoltre nessun paziente ha segnalato di essersi sentito "usato" o deriso o danneggiato. 

Per il primario però è una questione di etica, a prescindere dalla rilevanza penale di questa condotta, e anche di grave danno al rapporto di fiducia tra personale sanitario e pazienti. Gli risponde il sindacato autonomo Nursind e anche il Tribunale del Malato: "I lavoratori sono abbandonati a se stessi, con turni massacranti". 
 

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