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Lunedì, 15 Aprile 2024
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Le foto di Massimiliano Sestito, il pericoloso killer 'ndranghetista in fuga

Evaso dagli arresti domiciliari a Pero dove era stato ristretto in attesa di una sentenza della Cassazione, non lo trovano da nessuna parte

Lo cercano ovunque. Non lo trovano, per ora. Continua la fuga di Massimiliano Sestito, killer della 'ndrangheta evaso dagli arresti domiciliari a Pero dove era stato ristretto in attesa di una sentenza della Cassazione per aver ucciso il boss calabrese Vincenzo Femia (l'omicidio nel 2013 a Castel di Leva, Roma). Ha manomesso il braccialetto elettronico e si è dato alla macchia.  Sul caso stanno indagando i carabinieri della catturandi del nucleo investigativo di Milano. Di Sestito non c'è più traccia. I carabinieri stanno setacciando Milano e hinterland, ma le indagini proseguono parallelamente anche in Calabria dove Sestito ha costruito gran parte della sua carriera criminale. Secondo quanto trapelato il 52enne non avrebbe a disposizione ingenti somme di denaro per sostenere la sua latitanza ma potrebbe avere appoggi di una certa importanza all'interno del mondo della malavita.

Massimiliano Sestito, le foto

Il curriculum criminale di Massimiliano Sestito è lungo: ci sono arresti per associazione mafiosa e traffico di droga. Nel 1991 era stato lui a premere il grilletto uccidendo l'appuntato dei carabinieri Renato Lio a un posto di blocco a Soverato (Catanzaro). Per fuggire aveva aperto il fuoco e aveva ammazzato il militare. Era stato condannato all'ergastolo prima e a 30 anni poi con pena definitiva. Dieci anni fa il suo nome era finito di nuovo in un'indagine su un omicidio, un'esecuzione vera e propria: quella del boss calabrese Vincenzo Femia, ammazzato con nove colpi di pistola a Roma in una faida per il controllo delle piazze di spaccio. Arrestato, il 51enne era stato condannato all'ergastolo in appello. In attesa della pronuncia della corte di Cassazione, prevista per il 3 febbraio, il 12 gennaio scorso Sestito - che ha precedenti anche per droga - era stato scarcerato e messo ai domiciliari, a casa del padre, su decisione della corte di appello d'assise di Roma. Non è la prima latitanza per il 52enne: nel 2013, poco dopo l'omicidio Femia, l'ndranghetista aveva approfittato della semilibertà concessa dal carcere di Rebibbia per scappare. L'avevano catturato su una spiaggia di Palinuro, nel salernitano.

È invece di questi minuti la notizia dell'arresto di Edgardo Greco, esponente della 'ndrangheta latitante dal 2006 per un duplice omicidio avvenuto a Cosenza nel 1991, per il quale era stato condannato all'ergastolo. I carabinieri l'hanno individuato e bloccato a Sant'Etienne, in Francia. A carico di Greco pendeva un mandato d'arresto europeo emesso dalla procura generale di Catanzaro. Ad arrestarlo sono stati i militari del reparto operativo di Cosenza nell'ambito di un'attività investigativa coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

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