Sabato, 19 Giugno 2021
Immigrazione

Migranti, la polizia ceca marchia tutti con un numero sul braccio

Rifugiati identificati con un numero al confine tra Repubblica Ceca e Austria. Situazione critica a Budapest e nel Mediterraneo. E intanto, su richiesta della Germania, l'Italia ha comunicato la disponibilità a ripristinare i controlli al confine del Brennero

(Foto Andrew Stoehlein da Twitter)

ROMA - "Marchiati" con un numero scritto con un pennarello indelebile sulla pelle di uomini, donne e bambini. Come nei campi di concentramento nazisti. L'orrore va in scena a Praga, dove la polizia - come riferiscono i media locali - starebbe continuando ad arrestare i migranti che stanno tentando di raggiungere la Germania e l'Austria via treno. Li fanno scendere e poi li "segnano" con dei numeri di identificazione, come testimoniato da una foto postata su Twitter dal giornalista Andrew Stoehlein, direttore del centro media europeo di Human Rights Watch. Le stesse cifre vengono poi scritte sul biglietto del treno che la polizia sequestra.

CAOS IN TUTTA EUROPA - E mentre l'Italia, su richiesta della Germania, ha comunicato la disponibilità di ripristinare i controlli al confine del Brennero, l'emergenza migranti sta esplodendo in tutta Europa. E passa, o meglio si ferma, sui binari. Sei treni sono rimasti bloccati a Calais nella notte; nuove proteste stamattina a Budapest, dove la principale stazione rimane chiusa per i richiedenti asilo che sperano di poter raggiungere la Germania. L'Europa è messa a dura prova e oggi torna in primo piano l'Eurotunnel, passaggio dalla Francia alla Gran Bretagna preso d'assalto durante i mesi estivi, al centro dell'irrigidimento del governo britannico sulla questione. La scorsa notte sei treni Eurostar sono rimasti bloccati o sono dovuti rientrare nella stazione di partenza a causa dell'intrusione sui binari di alcuni migranti nel tunnel sotto la Manica, dalla parte francese. Alla fine, "un treno è ripartito verso Parigi, un altro verso Londra e altri tre sono arrivati" nella capitale britannica, ha indicato alle 5 del mattino un responsabile della comunicazione della compagnia ferroviaria Eurostar, i cui treni assicurano i collegamenti tra Londra, Parigi e Bruxelles.

EMERGENZA IN UNGHERIA - Il punto più caldo dell'emergenza in Europa resta tuttavia al momento Budapest, dove stamattina centinaia di migranti, per la maggior parte rifugiati siriani, erano ancora accampati fuori dalla stazione di Keleti, principale scalo ferroviario di Budapest. Le autorita ungheresi per ora non hanno revocato l'ordine di sgombero dalla stazione per i migranti per impedire che altre migliaia si imbarcassero sui convogli diretti in Austria e in Germania come avevano fatto già lunedì. Un centinaio di migranti hanno manifestato anche oggi davanti alla principale stazione di Budapest dove a migliaia sono presenti da ieri. "Noi resteremo qui, fino a quando non ci faranno partire per la Germania. Continueremo a protestare ogni giorno, vogliamo i nostri diritti", ha dichiarato Mohammad, un siriano fra i circa cento manifestanti.

NAUFRAGIO NEL MEDITERRANEO - Intanto almeno nove profughi siriani sono annegati oggi al largo della Turchia, nel naufragio di due imbarcazioni che stavano tentando di raggiungere l'isola greca di Kos dalla località balneare turca di Bodrum. Secondo la Guardia costiera del Paese anatolico, intervenuta dopo le segnalazioni di alcuni pescatori, sulla prima barca c'erano sedici migranti e ne sono stati salvati tre, mentre i corpi senza vita di altri sette sono stati recuperati nelle immediate vicinanze. Sulla seconda imbarcazione c'erano invece sei siriani, sempre in base alle informazioni ufficiali turche, e almeno due hanno perso la vita nel naufragio avvenuto in acque internazionali. Non si hanno notizie per ora dei dispersi. La rotta turca è da alcuni mesi sempre più battuta dai profughi in arrivo dalla Siria e anche da afghani e migranti africani, che puntano all'ingresso in Ue tramite la Grecia. Per arrivare da Bodrum a Kos, tragitto brevissimo, pagano oltre mille dollari. La Turchia sostiene di avere tratto in salvo dall'inizio dell'anno oltre 42.000 migranti.

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