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Lunedì, 6 Febbraio 2023
La tragedia / Napoli

Frana Ischia: chi sono le vittime e come stanno davvero le cose sui condoni

Otto vittime accertate, quattro dispersi nel disastro di due giorni fa. Si scava ancora. Polemiche sulla sanatoria del governo Conte, ma quasi un ischitano su due costruisce illegalmente, un record. 600 edifici da anni sono in lista d'attesa per essere abbattuti

La frana ha avuto origine dalla sommità della montagna che domina Ischia: è precipitata a valle correndo per centinaia di metri travolgendo tutto ciò che ha incontrato sul suo cammino. La montagna, lassù, è sfregiata da un taglio marrone tra la macchia verde: un pezzo di roccia si è staccato su via Celario nella parte alta di Casamicciola, portando dietri di sé pezzi di case e auto. Dopo i boati sono arrivate le frane, piene di terriccio e massi, in un turbine di detriti dalla parte alta del paese, località Rarone, sotto il monte Epomeo. Il fiume marrone è sceso lungo le curve della strada fino a piazza Maio, alcune decine di metri più in basso, dove due case sono state rase al suolo, decine sono state danneggiate, un parcheggio è stato invaso dal fango. Sull'isola operano 160 vigili del fuoco con 70 mezzi giunti da Campania, Lazio, Toscana, Abruzzo, Puglia, Molise.

Ischia: un'isola con 60mila abitanti, 27mila richieste di sanatorie per abusi edilizi presentate negli ultimi tre condoni. Sì, è stato un evento climatico estremo, confermano gli esperti. Ma sanatorie e condoni sono evidentemente incompatibili con la messa in sicurezza del territorio. 2.030 sono i residenti di Casamicciola Terme che vivono in un terreno a rischio frane "molto elevato" o "elevato". Significa un cittadino su quattro. 299 residenti vivono in un'area a rischio elevato di alluvioni. Sono 72 le frane registrate tra il 2018 e il 2021.

Frana Ischia: i nomi e le storie delle vittime

Otto morti accertati. La frana ha annientato due famiglie, con in tutto quattro giovani figli, il più piccolo un neonato di 22 giorni. Gianluca Monti, tassista molto conosciuto sull'isola da residenti e turisti, era sposato con Valentina Castagna, casalinga che accudiva i tre figli Michele, Francesco e Maria Teresa, di appena 6 anni. Domenica le squadre di soccorso hanno trovato la piccola Maria Teresa e l'altro figlio Francesco, di 11 anni. La villetta in cui vivevano è stata travolta dalla colata di fango.

L'altra famiglia cancellata dalla tragedia è quella di Maurizio Scotto di Minico, che da giovane cameriere dopo la pandemia aveva cambiato lavoro e faceva il pizzaiolo. Sua moglie, Giovanna Mazzella, trentenne, aveva un piccolo negozio. Erano diventati da tre settimane genitori del piccolo GiovanGiuseppe. Il ritrovamento del neonato "ha colpito tutta la comunità dei vigili del fuoco", ammette il comandante regionale Emanuele Fraculli. I corpi di tutti e tre i componenti della famiglia Di Minico sono stati trovati e portati nella sala mortuaria dell'ospedale Rizzoli. In totale sono state recuperate sette salme, compresa quella di Nikolinka Gancheva Blangova, bulgara, 58enne. In mattinata lunedì è stato recuperato il corpo senza vita del 15enne Michele Monti.

Le quattro persone ancora da trovare o identificare sono Gianluca Monti, con la moglie, Salvatore Impagliazzo, compagno di Eleonora Sirabella e un parente di Gianluca Monti, probabilmente uno zio che abitava a poca distanza in via Celario.

I morti di Ischia

Condono o no? Come stanno le cose

I condoni arrivano da lontano a Ischia. L'ultimo condono berlusconiano, di 19 anni fa, non era applicabile a causa del vincolo ambientale. Ci voleva una norma supplementare. La politica locale si è sempre messa di mezzo sugli abbattimenti. Calcoli a spanne indicano in oltre 50mila i voti che un provvedimento sul tema può spostare alle elezioni. Nel 2018, ai tempi del "condono" di Conte, non mancarono polemiche anche dentro al Movimento 5 stelle, qualcuno definiì la norma per Ischia "una porcata" e 10 senatori M5s dissidenti votarono contro. Il testo passò però alla Camera e al Senato, anche con i voti, pur non decisivi, di un piccolo partito di opposizione: Fratelli d'Italia.I fatti dicono che nel 2018 il primo esecutivo Lega-M5s inserì una sanatoria nel decreto Genova, dopo il disastro del ponte Morandi. In sintesi, permise di condonare anche case abusive costruite in zone sottoposte a vincolo idrogeologico, applicando a tutti gli edifici danneggiati dal sisma del 2017 la sanatoria Craxi del 1985, più permissiva anche dei successivi condoni dei governi Berlusconi del 1994 e del 2003.

Nel testo del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, al capo III relativo agli interventi nei territori dei Comuni dell'isola di Ischi,a si trova l'articolo 25, "Definizione delle procedure di condono", è consultabile qui. Una sintesi prova a farla fa Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra: "Il governo e la sua maggioranza nel 2018 - ricorda Bonelli - approvò il decreto su Genova, ponte Morandi, ove fu prevista una sanatoria edilizia che ha consentito di definire pratiche per nuovi condoni nell'isola di Ischia pendenti dagli anni Ottanta (e con le regole degli anni Ottanta), collegandoli alla ricostruzione post sisma del 2017″. Edifici "che per le norme vigenti sono abusivi, non solo venivano sanati ma hanno avuto il completo rimborso dallo Stato per la ricostruzione- aggiunge Bonelli – Una sanatoria incostituzionale con tanto di contributi concessi dallo Stato a chi ha edificato abusivamente. Solo per Ischia si è voluto un condono per edifici abusivi costruiti in aree a rischio idrogeologico e sismico, con la beffa che sono i soldi pubblici a pagare la ricostruzione". 

"Dai luoghi troppo pericolosi bisogna comunque venire via"

Un fattore in disastri come quello di sabato notte a Ischia lo ha anche evidentemente l'estremizzazione del clima, con enormi quantità di acqua caduta per unità di tempo: nubifragi che sono ormai la regola. A Ischia costruzioni di ogni tipo sono spuntate vista mare senza alcuna pianificazione. "Case su altre case appoggiate malamente su un terreno per sua natura cedevole e fragile - scrive sulla Stampa il geologo Mario Tozzi - in un festival della bulimia costruttiva che ha pochi pari in Italia [...] Quasi un ischitano su due costruisce illegalmente, un record. E ci sono anche 600 edifici che da anni sono in lista d'attesa per essere abbattuti. Non li abbatteranno mai".

In pratica ogni ischitano è collegato, direttamente o tramite un parente, a un caso di abusivismo. Perché Tozzi dice "non li abbatteranno mai"? L'ordine di demolizione emesso dal giudice non ha esecuzione immediata, la sentenza deve passare in giudicato. Poi spesso non ci sono i soldi per pagare le spese dei tanti abbattimenti. La proposta di usare gli uomini e i mezzi del Genio civile militare, in modo che sia tutto a costo zero per i Comuni, non ha mai trovato sponde. Negli anni la legge è mutata, ma di abbattimenti se ne sono visti pochissimi. Dopo che la sentenza è definitiva e c'è l'ordine di demolizione, l'appuntamento con le ruspe viene rinviato in vari modi, anche con eclatanti proteste di piazza, sperando in un condono edilizio prima o poi (la sola istanza ha efficacia sospensiva). Non sono mancati episodi in cui, ad esempio, nella costruzione abusiva si riunivano i figli piccoli di molti parenti: la sola presenza di minori è valido motivo per rinviare l'abbattimento. Oppure nelle camere abusive ci sono lungodegenti attaccati a flebo: tutto rinviato.

Non per forza di cose franano i terreni solo sotto le costruzioni abusive, certo. Il collegamento non può essere sempre diretto. "Ma è sicuro - spiega sempre un esperto come Tozzi - che quelle costruzioni creano un rischio ex-novo dove prima non c'era, su un suolo comunque fragile. E, non da ultimo, accrescono il degrado appesantendo i territori e obbligando all'infrastrutturazione i sindaci stessi". Turismo o no, "nei luoghi pericolosi non si può continuare a vivere e non ci sono opere che tengano come dimostra il terrapieno franato di questa ultima tragedia. Non possiamo pensare di innalzare muraglioni di cemento su ogni singola località a rischio della penisola e delle isole, primo perché sarebbe orribile e innaturale, secondo perché sarebbe inutile. Dai luoghi troppo pericolosi bisogna comunque venire via: se sono abusivi abbattendo quelle costruzioni che il rischio lo hanno creato, perché la sanatoria eventuale non lo potrà mai sanare, se non lo sono aiutando in concreto la delocalizzazione".

Condoni Ischia: le polemiche sul dissesto idrogeologico e le sanatorie

Giuseppe Conte dice la sua: il suo governo, questo il senso del suo discorso, cercò di dare una sistemata al caos normativo che altri avevano creato. Era pensata come una procedura di semplificazione: "Per accelerare le pratiche impantanate noi abbiamo introdotto l'articolo 25 che non è un condono, ma una procedura perché si espletasse più celermente l'esito delle pratiche". L'ex premier insiste: "Non era affatto un condono. È uno dei primi dossier che abbiamo assolto con senso di responsabilità cercando di sbloccare una situazione che c'era senza derogare ai vincoli idrogeologici. Era una procedura di semplificazione", aggiunge. L'articolo 25 porta però nello stesso nome la parola condono ("Definizione delle procedure di condono"): in sostanza è stata data la possibilità di riaprire i termini di un vecchio condono e sanare gli abusi costruiti negli anni. L'ex premier aggiunge: "Ischia è una tragedia in un territorio molto complicato, violentato dal dissesto idrogeologico. Quando mi sono insediato nel 2018 abbiamo trovato una unità di missione che impiegava solo nove mesi per attuare un progetto. Chiamai il ministro Costa e chiesi - insieme al capo della Protezione civile, Borrelli - di elaborare un progetto chiamato 'Proteggi Italia', un piano per mettere in sicurezza edifici pubblici e privati italiani. Per quel piano abbiamo stanziato 11,5 miliardi e abbiamo reso soggetti attuatori i presidenti delle Regioni. Di quei soldi non so dire esattamente ma è stata spesa una piccolissima parte ed è un problema che ci trasciniamo da tempo. A Ischia - conclude Conte - ci sono richieste di condono precedenti al 2018, dunque precedenti al mio governo, per circa 27mila abitazioni su 60mila abitazioni, quindi la metà con richiesta di condono. In più ci sono richieste per danni da terremoto per 1.100 abitazioni. Per accelerare le pratiche impantanate noi abbiamo introdotto l'articolo 25 che non è un condono, ma una procedura perché si espletasse più celermente l'esito delle pratiche", dice il presidente del Movimento 5 stelle.

Matteo Renzi non ci sta e va all'attacco: "Conte dice che il provvedimento di Ischia non era un condono. L'articolo 25 del suo decreto legge parla esplicitamente di procedure per il condono ad Ischia. Giuseppe Conte si deve vergognare!". Carlo Calenda dice che "Conte ha fatto un condono pericoloso a Ischia e cancellato l’unità di missione 'Casa Italia' per l’unica ragione che l’aveva istituita. Entrambi gravi errori. Ma cercare a posteriori di prendere in giro gli italiani con eloquio stile azzeccagarbugli è anche peggio". Casa Italia era il progetto voluto ai tempi del governo Renzi sulla base di un'idea di Renzo Piano, per lottare contro il dissesto idrogeologico. Fu messo da parte per introdurre il Proteggitalia, voluto proprio dal governo Conte nel marzo 2020, e che ha previsto risorse complessive per 14,3 miliardi di euro in 12 anni, dal 2018 al 2030, per emergenza, prevenzione, manutenzione, semplificazione e rafforzamento della governance.

"Basta con le lacrime dei soliti coccodrilli di Stato - dice Giovanni Barbera, membro del comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista - Vedere in queste ore autorevoli esponenti politici esprimere il proprio cordoglio per la tragedia di Ischia, dimenticando le loro responsabilità politiche, non è un belvedere. Purtroppo Ischia è l'emblema di un fenomeno che attanaglia l'Italia. Vorremmo che qualcuno ricordasse che solo due mesi fa, c'erano candidati della Lega che si facevano propaganda in campagna elettorale, promettendo per la Campania, con l'affissione di vistosi manifesti elettorali, l'immediato condono edilizio", conclude.

"Come geologo, cosciente della fragilità e della delicatezza del nostro Paese dal punto di vista idrogeologico, vorrei evidenziare ancora una volta l’importanza della prevenzione e del contrasto all’urbanizzazione selvaggia e scriteriata - dichiara la senatrice di Fratelli d'Italia, Simona Petrucci - Perché è possibile intervenire laddove, proprio come nell’isola di Ischia, i pericoli sono maggiori. Progresso e rispetto dell’ecosistema sono princìpi che possono coesistere. Lavoriamo insieme per scongiurare, in futuro, tragedie come quella appena accaduta".

Il 7,9% del territorio italiano è interessato da frane

Il 7,9% del territorio italiano è interessato da frane.

La densità di frane in Italia

Sul disastro di Ischia e su cosa bisogna fare subito, senza ulteriori ritardi, il vice presidente della Camera Sergio Costa (M5s) ragiona così: "Non c’è la responsabilità di un governo rispetto a un altro, è questione di lavorare tutti insieme".  E se non è questo il momento delle polemiche ma il momento della solidarietà e del lavoro, non si può non notare che "quel territorio, lo sappiamo bene, ha subito delle aggressioni edilizie. Senza gettare la croce su nessuno, perché questo non è il momento delle polemiche, però le ha avute. Io non ero d'accordo nel 2018 con il condono edilizio - ricorda Costa - credo di essere stato l'unico ministro ad aver detto allora anche no. Non voglio fare polemica - aggiunge - ma fatto il condono vanno fatte le opere di mitigazione, le due cose devono camminare assieme. Se hai un vallone a tempo, uno spazio naturale per far defluire le acque nel tempo in cui cade la pioggia, e lo ostruisci, è chiaro che l'acqua deve trovare un'altra strada. Quell'acqua poi oggi cade in misura ancora più copiosa e in maniera più aggressiva deve trovare dove scorrere, da monte a valle. Le opere di mitigazione devono essere legate a un piano regolatore, se le due cose non camminano in parallelo, una finisce di aggredire l'altra", conclude.

L'espressione "è succiess nu casamicciola" indica in dialetto un terrificante disastro. Venne coniata dopo il terremoto che colpì il piccolo centro nel 1883 (2.313 morti) e che ebbe grande risonanza nazionale sia per le dimensioni della tragedia sia perché morì la famiglia di Benedetto Croce e lui stesso rimase gravemente ferito. Centoquarant'anni dopo, si piangono nuove vittime. A Ischia sono tanti piccoli abusi, non mostri di cemento. Ma quando dal cielo viene giù il finimondo, si muore lo stesso. 

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