Sabato, 25 Settembre 2021
Inchieste

Spese pazze in Sardegna, Barracciu rinviata a giudizio: "Mi dimetto"

L'esponente Pd ha annunciato le dimissioni da sottosegrataria dei Beni culturali. È accusata di peculato aggravato nell'ambito dell'inchiesta sul presunto uso illecito dei fondi dei Gruppi del Consiglio regionale della Sardegna

Francesca Barracciu lascia la poltrona di sottosegretario ai Beni Culturali. Lo ha annunciato lei stessa, in una nota in cui spiega che "la notizia del rinvio a giudizio" per l'inchiesta sui rimborsi per i consiglieri regionali della Sardegna "mi colpisce ed amareggia, sia dal punto di vista personale, sia da quello dell'impegno e del lavoro che ho profuso in questi anni di politica ed amministrazione e che ho continuato a mantenere anche al governo. Con una dedizione assoluta all'incarico che mi è stato affidato e che riguarda il bene forse più prezioso del nostro Paese: la valorizzazione della sua bellezza, della sua cultura, della sua storia".

La nota è arrivata a poche ora dalla notizia che il gup di Cagliari ha rinviato a giudizio Barracciu, accusata di peculato aggravato nell'ambito dell'inchiesta sul presunto uso illecito di fondi dei Gruppi del Consiglio regionale della Sardegna. Il processo inizierà il prossimo 2 febbraio davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale sardo. L'esponente del Pd era già stata indagata durante le primarie del centrosinistra per l'elezione del presidente della Regione Sardegna, dalle quali era uscita vincitrice per poi fare un passo indietro.

Il pm Marco Cocco le contesta ora spese per 81mila euro, effettuate quando Barracciu sedeva in Consiglio regionale durante la XIII legislatura. Quelle spese erano state giustificate da Barracciu come "rimborsi spesa chilometrici per i viaggi nell'isola effettuati con la sua auto per attività politica", come spiega il Corriere della Sera

Barracciu spiega di essere "fiduciosa nel percorso della giustizia e affronterò il processo con determinazione e serenità, nella certezza di essere totalmente innocente. Voglio, inoltre, con lo spirito di responsabilità che da sempre mi accompagna, evitare che strumentalizzazioni politiche e mediatiche coinvolgano l'attività del governo e il fondamentale processo di riforma e di cambiamento che sta portando avanti per il bene del Paese".

Per questo, prosegue l'esponente Pd, "ritengo doveroso dimettermi dall'incarico di Sottosegretario ed avere tutta la libertà e l'autonomia necessarie in questa battaglia dalla quale sono certa uscirò a testa alta. Ringrazio il Presidente del Consiglio e il Ministro per l'opportunità che mi è stata offerta e le persone e le strutture che con me hanno collaborato e nelle quali ho sempre riscontrato tanta passione e generosità".

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