rotate-mobile
Giovedì, 20 Giugno 2024
Delitto inspiegabile / Reggio Calabria

Il mistero della dottoressa uccisa a colpi di lupara: il killer è sbucato dalle campagne

"Una persona squisita, non meritava questa fine" dice un collega di Francesca Romeo, la donna medico freddata alla fine del turno di notte mentre tornava a casa col marito. A sparare sarebbe stato un solo uomo che poi è fuggito per i campi

Un delitto apparentemente inspiegabile. È fitto il mistero sulla morte di Francesca Romeo, medico di 67 anni in servizio presso la guardia medica di Santa Cristina d'Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria, uccisa a colpi d'arma da fuoco mentre si trovava in auto con il marito, Antonio Napoli, dopo aver finito il turno di notte. L'omicidio si è consumato sulla strada provinciale che collega proprio Santa Cristina a Taurianova. 

Al momento non si esclude nessuna pista. A sparare, da distanza ravvicinata, sarebbe stato un solo killer. Secondo una prima ricostruzione, fatta anche sulla base del racconto del marito della donna, l'autore dell'omicidio sarebbe sbucato all'improvviso dalle campagne nei pressi di una curva a gomito. Imbracciava un fucile, probabilmente una lupara, e avrebbe fatto fuoco da posizione frontale mirando al posto del passeggero dove si trovava la dottoressa. Uno dei proiettili ha forato il parabrezza e colpito Francesca Romeo, non lasciandole scampo. Un altro colpo è stato sparato di lato, sempre verso il passeggero. Il marito della donna, anche lui medico, di 66 anni, è rimasto ferito di striscio a un braccio. Dopo aver freddato la donna il killer è scappato per le campagne. La sua identità resta ignota, così come nulla si sa sul possibile movente. 

La donna era originaria della frazione Sant'Anna e insieme al marito e collega formava una coppia descritta come affabile ma riservata. Non avevano figli e si vedevano poco in giro, molto dediti alla professione medica ormai da lunga data. La donna, racconta la collega Isabella Marchiolo di ReggioToday, sarebbe andata in pensione il prossimo febbraio: aveva sempre lavorato nella guardia medica senza mai diversi incarichi e ha tre fratelli, uno dei quali è ispettore di polizia in quiescenza. Anche questo dettaglio è ora sotto la lente delle indagini, che stanno scandagliando la vita professionale e privata della dottoressa per fare luce su movente e autori del delitto. Tuttavia la vita di Francesca Romeo e del marito sembra priva di ombre. I due vengono descritti come persone tranquille. "Due persone squisite, buone" ha detto un collega della donna al Tgr Calabria. "Lei era una persona splendida, sempre disponibile con i turni, non meritava questa fine". 

Uno scenario su cui si indaga è quello dell'ambiente di lavoro dei due coniugi, entrambi operanti in settori a forte rischio per chi svolge la professione medica. Come racconta ancora ReggioToday, il marito della vittima è psichiatra da anni in servizio nel centro di salute mentale di Palmi, a contatto con un'utenza problematica. La dinamica dell'omicidio però lascia pensare che il killer abbia mirato proprio alla dottoressa. Sarebbe stata lei la vittima dell'agguato. Ma sul lavoro non risulta che la donna avesse avuto screzi o dissapori: "È un piccolo paese, ci conosciamo tutti, a lei la conoscevano tutti" ha spiegato ancora il collega di Francesca Romeo. "Non abbiamo mai avuto problemi con nessuno, e neanche lei li aveva avuti". 

Continua a leggere su Today...
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il mistero della dottoressa uccisa a colpi di lupara: il killer è sbucato dalle campagne

Today è in caricamento