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Venerdì, 21 Gennaio 2022
SALUTE

La paura è servita: "Alimenti contraffatti sulle nostre tavole"

Nel 2013 sono stati effettuati sequestri di prodotti alimentari per un valore di 112,6 milioni. Il moltiplicarsi degli episodi di alterazioni, falsificazioni e contraffazioni di prodotti alimentari mette in allerta quasi 18 milioni di famiglie italiane

Sempre più episodi di alterazioni, falsificazioni e contraffazioni di prodotti alimentari. Scatta l'allerta in quasi 18 milioni di famiglie italiane, pari al 71% del totale. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti illustrata nel corso dell'Assemblea nazionale sulla base di una indagine Censis/Accredia. 

"Anche per effetto della crisi - sottolinea la Coldiretti - nel primo trimestre del 2013 sono stati effettuati sequestri di prodotti alimentari per un valore di 112,6 milioni di euro secondo i dati del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas)". 

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"La lotta alla contraffazione e alla pirateria rappresentano per le Istituzioni un'area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e generare occupazione" ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che "la politica italiana deve avere il coraggio di difendere i valori distintivi, che tutti insieme danno luogo a quel Made in Italy e che hanno a che fare con l'articolo uno della Costituzione perche' sono le nostre future opportunita' di lavoro. 

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"In paesi come il nostro - ha precisato Marini - la Commissione parlamentare anticontraffazione non dovrebbe essere oggetto di dibattito in Parlamento ma prevista per legge, anzi, se possibile, nella Costituzione stessa. La distintivita' e' il nostro punto di forza e non si può accettare - ha sottolineato Marini - che venga minata a livello nazionale, europeo o nei rapporti internazionali". 

I prodotti alimentari più colpiti dalle frodi secondo i carabinieri dei Nas sono stati nel 2013 - ha sottolineato la Coldiretti - quello della carne e degli allevamenti (52 per cento) con il caso della carne di cavallo spacciata per manzo, farine, pane e pasta (12 per cento in valore del totale sequestrato) e le conserve alimentari (7 per cento) ma va precisato peraltro che ben l'8 per cento del valore dei sequestri riguarda la ristorazione con la chiusura dei locali

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