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Martedì, 25 Gennaio 2022
La fotografia

Il Papa lascia e un fulmine colpisce San Pietro: "Così ho scattato quella foto"

Alessandro Di Meo, fotoreporter dell'Ansa, spiega come ha è stato possibile realizzare lo scatto che ha fatto il giro del mondo: "Caparbietà e fortuna".

Nel giorno delle dimissioni di Papa Ratzinger, un fulmine si è abbattuto sulla Cupola di San Pietro. Il tutto è ritratto in un'immagine che ha fatto il giro del mondo. Immediatamente il web si è riempito di commenti: da un lato chi ha subito pensato a un fake, dall'altro chi a un miracolo.

Ma la realtà è un'altra ed è puramente giornalistica. A scattare la foto della giornata, probabilmente dell'anno, è stato Alessandro Di Meo, giovane fotoreporter dell'Ansa.

"Stava arrivando un temporale. Quando ho visto il primo fulmine ho avuto l'idea e mi sono subito spostato sotto il colonnato. Sono stato quasi quaranta minuti a combattere con la macchina fotografica e le intemperie per cercare di realizzare la foto che avevo pensato".

Lotta contro il tempo, ricerca della tecnica perfetta e dita incrociate sperando in un colpo di fortuna. "Mentre pulivo la lente dalle gocce di pioggia, un primo fulmine ha colpito la cupola. E io non ho potuto far altro che osservare impotente, oltre che decisamente arrabbiato".

Ma un certo punto tutto si è combinato alla perfezione. "Ho provato ancora diverse volte - aggiunge il fotoreporter - finchè un fulmine ha colpito la cupola proprio mentre scattavo".

Ma come è stato possibile fare quello scatto? "La macchina fotografica era poggiata su una transenna, e non su un cavalletto. Il tempo di esposizione era di otto secondi, a 9 di diaframma e 50 iso di sensibilità. Ovviamente la macchina era impostata in manuale e montavo un obiettivo grandangolare che mi permetteva di includere tutta la basilica nell'inquadratura".

E a chi sostiene che l'immagine sia un fake, Di Meo risponde così: "Capisco che la foto possa sembrare incredibile. Ma foto di fulmini se ne sono sempre fatte. L'unica differenza, in questo caso, è che si tratta del fulmine giusto, nel posto giusto e al momento giusto. Io ci sono riuscito per caparbietà, e, perchè no, anche con un pizzico di fortuna".

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