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Giovedì, 30 Maggio 2024
La mattanza / Sassari

Uccide i suoceri con un'ascia davanti ai nipotini: "Fulvio Baule è capace di intendere e volere"

Così si chiude la relazione psichiatrica chiesta dalla corte d'assise di Sassari sul 41enne di Ploaghe a processo per aver ucciso Basilio Saladdino e Liliana Caterina Mancusa, e aver ridotto in fin di vita la moglie Ilaria Saladdino, dalla quale si era appena separato

"Il signor Fulvio Baule appare una persona sana di mente dal punto di vista psichiatrico forense. Il signor Fulvio Baule è da intendersi come persona capace di intendere e di volere al momento dei fatti e al momento attuale". Con queste due frasi dello psichiatra Paolo Milia si chiude la relazione psichiatrica chiesta dalla corte d'assise di Sassari sul 41enne di Ploaghe (Sassari) a processo per aver ucciso a colpi d'ascia i suoceri Basilio Saladdino e Liliana Caterina Mancusa, il 26 febbraio 2022 a Porto Torres, e aver ridotto in fin di vita la moglie, Ilaria Saladdino, dalla quale si era appena separato.

Un'aggressione brutale compiuta per strada, davanti all'ingresso del condominio dove vivevano i suoceri vicino al lungomare, e davanti ai due figli gemelli della coppia (nipotini delle vittime), di appena un anno di età: al momento dell'aggressione erano con la mamma.

Lo psichiatra ha letto oggi la relazione in aula, davanti alla corte presieduta dal giudice Massimo Zaniboni, alla pm Enrica Angioni, all'avvocato della difesa Nicola Lucchi e ai legali di parte civile, Gianmario Solinas e Silvia Ferraris. Secondo il professionista che su incarico della corte ha esaminato l'imputato, "si esclude che il reato per cui si procede si sia concretizzato in un ambito di malattia tale da rilevare ai fini dell'esclusione, totale o parziale, della capacità di intendere e di volere".

Lo psichiatra ha definito Fulvio Baule come persona in cui "non si ravvisano i criteri anamnestici e clinici per parlare di un disturbo clinicamente rilevante e significativo", e ha aggiunto che nell'esame psichiatrico "non sono emersi disturbi legati a difficoltà significative nella capacità di rievocare ricordi, immagini e circostanze". Nella perizia viene inoltre precisato che l'imputato "ha ben compreso il suo gesto, ne è consapevole, così come è consapevole delle conseguenze che il gesto da lui compiuto ha comportato". Allo stesso tempo Baule manifesta "sentimenti di tristezza e abbattimento che si acuiscono quando il pensiero va ai figli, verso i quali coltiva una speranza. Sogna in maniera compensatoria di potere un giorno rivedere i figli".

Le parole di Fulvio Baule: "Non l'ho fatto con cattiveria"

Nel corso del processo, Fulvio Baule ha ricostruito la dinamica della folle aggressione, ammettendo però di avere alcuni vuoti di memoria. "Ricordo che ho riportato i bambini a mia moglie in ritardo, mi sono scusato. Lei mi ha deriso, abbiamo avuto un breve diverbio e poi ricordo il padre di lei che mi veniva incontro urlando: 'Pensa a fare il padre'. Ho aperto il portabagagli per prendere l'ascia, volevo solo intimorirlo. Non ho fatto in tempo a girarmi che lui mi è saltato addosso. Da lì in poi non ricordo nulla", ha dichiarato in aula. Un vero e proprio blackout culminato con due omicidi e il ferimento della moglie.

La luce, nella mente di Fulvio Baule, si sarebbe riaccesa solo dopo aver colpito la suocera, morta in ospedale dopo un mese di agonia. "Ho visto il suo corpo, avevo l'ascia in mano e l'ho gettata per terra. Ho sentito urla provenire dal palazzo, dalle finestre, e sono scappato", ha raccontato l'imputato con una fredda calma. "Poi sono andato a costituirmi. I carabinieri mi hanno chiesto: 'Cosa hai fatto?' Ho risposto non lo so. Un omicidio", ha continuato Baule.

"L'ascia - ha spiegato rispondendo alle domande della pm - l'avevo messa in auto il giorno prima perché dovevo andare con mio padre a tagliare della legna. Non ho mai avuto intenzione di uccidere i miei suoceri. Non li vedevo da più di tre mesi. Quello che ho fatto non l'ho fatto con cattiveria".

In aula, nei mesi scorsi, sono state sentite anche le deposizioni dei genitori e della sorella di Baule, e tre amici della coppia. Tutti hanno descritto i rapporti tesissimi tra le famiglie dell'imputato e della moglie, e il furibondo litigio avvenuto fra i consuoceri nell'agosto 2021, durante la festa per il battesimo dei due gemellini figli dei due coniugi. Contrasti insanabili che hanno incrinato irreparabilmente il rapporto della coppia, fino alla separazione e alla tragedia.

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