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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca Frosinone

Alatri, folla commossa ai funerali di Emanuele Morganti: "Sarai sempre con noi"

Palloncini bianchi e striscioni di cordoglio: "Rimarrai sempre vivo dentro di noi". "Emanuele non ha incontrato nessun buon samaritano". È distrutta dal dolore la signora Lucia, madre del giovane. Castagnacci e Palmisani restano in isolamento

Una grande folla commossa proveniente da tutta la provincia di Frosinone si è radunata a Tecchiena Castello, frazione di Alatri, per l'ultimo saluto a Emanule Morganti, il giovane pestato a morte otto giorni fa all'uscita da una discoteca.

Decine le persone, ancora sotto shock per l'accaduto, ad accogliere il feretro, all'interno della Chiesa Maria Santissima Regina e all'esterno.

Palloncini bianchi e striscioni di cordoglio: "Rimarrai sempre vivo dentro di noi".

"Emanuele non ha incontrato nessun buon samaritano". È distrutta dal dolore la signora Lucia, madre di Emanuele, e prende come esempio la parabola del Vangelo secondo Luca nella quale si mette in risalto la misericordia e la compassione cristiana da mostrare verso il nostro prossimo, chiunque esso sia.

Su Emanuele Morganti si è abbattuta "una ferocia disumana, barbara e spietata". Lo ha detto il vescovo di Anagni-Alatri, Lorenzo Loppa, nell'omelia. "Tutti - ha proseguito - si staranno chiedendo: dov'eri, Signore, quando Emanuele veniva pestato? Il Signore risponde: ero in quel corpo martoriato, morivo lì un'altra volta". Quindi, monsignor Loppa ha esortato: "Nessuna tolleranza verso la violenza", ma bensì "scegliere la non violenza come stile di vita e amare di più la vita". E "la non violenza si impara in famiglia", ha detto.

Ieri, intanto, a Regina Coeli si sono svolti gli interrogatori di convalida del fermo per Paolo Palmisani e per Mario Castagnacci, accusati di omicidio volontario aggravato da futili motivi. Il Gip Anna Maria Gavoni, competente per territorio, poiché i due sono stati scovati nella capitale, ha stabilito che entrambi resteranno in carcere e ha trasmesso gli atti al collega di Frosinone, titolare del fascicolo di indagini. I due fratellastri, però, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Il giorno precedente Castagnacci aveva risposto per quasi cinque ore al procuratore di Frosinone, Giuseppe De Falco, negando di aver aggredito Emanuele. "Io non c'entro nulla, ero in piazza ma non ho partecipato al pestaggio", ha spiegato il cuoco ventisettenne, con precedenti per spaccio. Ha ammesso, quindi, di essere lì in quella circostanza, ma giura di aver solo assistito al pestaggio.

Gli inquirenti considerano schiaccianti le testimonianze a carico suo e di Palmisani, entrambi restano in isolamento.

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