Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

L'ultimo saluto alle due ragazze morte a Roma. I genitori di Gaia: "Rispettate il nostro dolore"

Come chiesto dalle famiglie le telecamere sono rimaste fuori dalla parrocchia del Preziosissimo Sangue. Sulla navata le foto delle due ragazze sopra un leggio: "Ciao angeli"

Foto ANSA CLAUDIO PERI

È il giorno dell’ultimo saluto a Gaia e Camilla, le due 16enni investite e uccise nella notte tra sabato e domenica scorsa a Roma. Amici, parenti, compagni di classe e tanti cittadini comuni si sono stretti attorno ai familiari delle due vittime nel giorno del dolore. A celebrare il rito funebre, il parroco don Gianni Matteo Botto. Le telecamere restano fuori dalla parrocchia del Preziosissimo Sangue, in via Flaminia Vecchia, come richiesto dai familiari delle ragazze.

All'esterno e all'interno della chiesa tante le corone di fiori, mentre appena sulla navata a catturare l'attenzione sono le foto delle due 16enni: "Ciao angeli". C'e' anche la corona del Comune di Roma tra le molte deposte nella chiesa. 

"Siamo abituati a vivere tra tecnologie e innovazione eppure brancoliamo nel buio ed è quello su cui dobbiamo riflettere: su questa ora buia" ha detto il parroco nel corso dell'omelia. "Da giorni ci chiediamo il perché. Ci interroghiamo sull'insensatezza di quanto accaduto. Brancoliamo nel buio. Quello di oggi è il grande abbraccio che diamo ai genitori di Gaia e Camilla". La preghiera del sacerdote si è basata su tre parole-chiave: buio, speranza e amore "che dà senso alla vita", ha detto.

"Questo terribile incidente ha fatto crollare ogni sovrastruttura della nostra vita. Le nostre prosopopee, le nostre chiacchiere. Qual è il senso della nostra vita? Mandarla in fumo? Berci la nostra vita? Questa è vita? O sono finte libertà? Un arbitrio che in realtà toglie la libertà perché ci toglie la consapevolezza", e rende "schiavi". E "magari quando sei sbronzo ti metti pure a guidare. In fondo pensiamo tutti di essere un po’ padreterni, superuomini, e poi non riusciamo a seguire le regole comuni". "Non siamo forse tutti un po’ superbi? Oggi ci riscopriamo tutti un po' palloni gonfiati", ha aggiunto il sacerdote nel corso dell'omelia. 

La sorella di Camilla: "Il senso della vita sei tu"

Alle esequie hanno preso la parola un'amica delle due vittime, la sorella di Camilla e la zia di Gaia.  "Si è persa una delle fondamenta della nostra famiglia - ha detto la sorella di Camilla -. Eri la piccola di casa. Qualche giorno fa ci avevi chiesto quale era il senso della vita e non ti ho saputo rispondere. Ecco, adesso lo dico: il senso della vita sei tu".

"Sedici anni sono troppo pochi per morire", ha sottolineato a sua volta l'amica di Gaia e Camilla non credendo a quanto accaduto. "Bisogna vivere il dolore per capirlo. Resterà un enorme vuoto dentro di me, una cicatrice che resterà per sempre". "Camilla e Gaia non ci hanno lasciati - ha detto la zia di Gaia -  Sono nel vento, nel profumo dei fiori, la loro voce è nel canto degli uccelli. Hanno raggiunto i nostri avi e riposeranno con loro".

"Chiediamo rispetto per il nostro dolore"

"Chi perde il coniuge è vedovo, chi perde i genitori è orfano. Chi, come noi, perde una figlia non ha nemmeno un nome che lo definisca: la morte di un figlio è talmente innaturale da aver reso la nostra condizione indicibile, è letteralmente 'qualcosa che non può essere detto'".

Lo affermano in una nota Gabriella Saracino ed Edward Von Freymann, i genitori di Gaia, una delle due 16enni investite e uccise da Pietro Genovese nella notte tra sabato e domenica scorsi a Corso Francia a Roma. "Anche per questo - aggiungono i due, assistiti dall'avvocato Giulia Bongiorno - non abbiamo finora parlato con nessuno e oggi chiediamo rispetto per il nostro dolore e il nostro silenzio. Quando troveremo le parole giuste parleremo, e diremo la nostra sulle tante ricostruzioni che in questi giorni sono state diffuse dai media con troppa leggerezza".

Pietro Genovese agli arresti domiciliari

Nel frattempo ieri è stato il giorno della notifica degli arresti domiciliari a Pietro Genovese. Dai test effettuati all'ospedale Umberto I subito dopo l'incidente a Corso Francia, al 20enne è stato riscontrato un tasso alcolemico dI 1,4. Secondo il Gip il giovane "guidava con imprudenza e imperizia", ma anche le due ragazze, attraversando col rosso, avrebbero tenuto una condotta "incauta". 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'ultimo saluto alle due ragazze morte a Roma. I genitori di Gaia: "Rispettate il nostro dolore"

Today è in caricamento