Domenica, 13 Giugno 2021
Inchiesta sul disastro

Funivia Mottarone e rischio corrosione: perché serve l'incidente probatorio su fune e freni

A lanciare l’allarme è Gabriele Tadini, il capo servizio della struttura che ora si trova ai domiciliari. E' stato lui, attraverso i suoi legali, ad avanzare la proposta che dovrà essere valutata dal Gip

Non sarà un dettaglio capire che cosa possa aver spezzato la fune della funivia del Mottarone che poi, a seguito anche dei sistemi di sicurezza manomessi, è scivolata all’indietro schiantandosi contro un pilone, provocando il disastro in cui hanno perso la vita 14 persone. Non sarà un dettaglio perché non è una consuetudine la rottura del cavo di una funivia, nonostante gli esperti abbiano spiegato come possano esserci diverse cause o anche più di una a poter spiegare una tale incidente. Ma non si può perdere tempo perché quei cavi sono a rischio deterioramento e se si aspetta troppo tempo, si rischia di non riuscire più a scoprire la verità.

A lanciare l’allarme è Gabriele Tadini, il capo servizio della funivia del Mottarone ai domiciliari, che ha chiesto al gip di Verbania Donatella Banci Buonamici attraverso il suo legale, l'avvocato Marcello Perillo, una perizia, con la formula dell’incidente probatorio, m sulla fune, sull'impianto frenante e sulla centralina dello stesso per cercare di capire le cause della  tragedia. Un esame da fare subito dunque secondo lui perché gli agenti atmosferici, il passaggio di altre persone e il contatto con altri materiali potrebbero compromettere la possibilità, oggi oggettiva, di capirci di più. Ecco perché la formala dell’incidente probatorio. Perché così, se ci dovessero essere degli elementi indiziari, potrebbero essere cristallizzati come prove in caso di eventuale processo.

Un’ipotesi sostenuta dalle parole del consulente tecnico di Tadini,  l'ingegnere Andrea Gruttadauria, il quale sostiene che "tale degrado,  associabile a fenomeni corrosivi, implica dissoluzione chimica di tali superfici, formazione di prodotti di corrosione con conseguente  modifica della morfologia delle superfici di frattura e quindi perdita di dettagli utili alla comprensione del cedimento”. In quel caso non si potrebbe mai sapere come mai la fune abbia ceduto in quel modo. Sono trascorsi 11 giorni e bisogna fare in fretta. Sulla richiesta deciderà, in tempi stretti e dopo le considerazioni della procura, il Gip.

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