Lunedì, 21 Giugno 2021
Le indagini sul disastro

Funivia Stresa-Mottarone: il forchettone era stato già usato nel 2014?

L'emittente pubblica tedesca Zdf ha inviato alla procura alcuni video girati da un videoamatore svizzero nel 2014, nel 2016 e nel 2018 in cui sarebbero visibili i così detti "forchettoni". Ma per ora si tratta solo di un'ipotesi. Intanto la soluzione del giallo della fune traente pare farsi più vicina

Fermo immagine del servizio trasmesso dalla trasmissione 'FRONTAL 210 dell'emittente tv tedesca ZDF in cui le immagini girate dal videoamatore Michael Meier nel 2014, nel 2016 e nel 2018 mostrerebbero i cosiddetti "forchettoni", che bloccano i freni di emergenza. ZDF

Il forchettone era stato giù usato in passato? L'emittente pubblica tedesca Zdf ha inviato alla procura di Stresa alcuni video che potrebbero aggravare la posizione degli indagati per il disastro della funivia Stresa-Mottarone. L'ipotesi è che i freni siano stati bloccati anche anni fa. Nel programma d'inchiesta Frontal 21 l'emittente ha mostrato le immagini girate da un videoamatore svizzero, Michael Meier, appassionato di funivie. Meier, secondo il sito della Zdf, ha filmato la funivia del Mottarone in 3 occasioni: nel 2014, nel 2016 e nel 2018. Dopo l'incidente avvenuto 10 giorni fa, Meier ha riesaminato foto e video e ha scoperto la presenza del dispositivo in grado di disattivare il freno. "Ho notato che questi forchettoni si vedono già in queste foto. Già nel 2014 questi forchettoni venivano usati con le persone in cabina", ha detto Meier alla Zdf. Le immagini, evidenzia l'emittente, sono a disposizione anche degli inquirenti italiani. Ora spetterà ai tecnici della Procura valutare se i "forchettoni" erano effettivamente in uso o si è trattato di un abbaglio. 

Trafilamento: l'ipotesi che spiega la rottura della fune traente della funivia Stresa-Mottarone

Intanto la soluzione del giallo della fune traente pare farsi oggi più vicina. Tutto parte dall'estremità del cavo che è stata ritrovata sfilacciata. L’ipotesi è che il cavo si sia rotto vicino alla "testa fusa", ovvero il punto in cui si salda alla cabina. Nella deposizione resa davanti ai pubblici ministeri di Verbania il caposervizio Tadini ha detto di aver avvertito dei rumori anomali causati da una perdita di pressione del sistema frenante della cabina. Per testa fusa si intende un cuneo di piombo che si aggancia alla cabina: secondo gli esperti si tratta della parte più delicata. E che può essere controllata soltanto a vista, sfuggendo alla verifica magneto-induttiva che si effettua sui cavi durante la manutenzione ordinaria dell'impianto. Per evitare il blocco della funivia, Tadini ha ammesso di aver lasciato inseriti i forchettoni che disattivavano i freni. 

Fino a ieri c'erano due ipotesi sul tavolo per spiegare il motivo della rottura. La prima è quella dell'usura, che avrebbe colpito l'intreccio di fili metallici. Secondo gli esperti negli anni può avvenire uno sfilacciamento graduale che negli altri punti del cavo si rileva grazie al magnetoscopio. Mentre in quella zona la verifica è "a vista". Ma si tratta, appunto, di un processo che può durare anni. È possibile che sia sfuggito per così tanto tempo ai controlli? La seconda ipotesi è che la fune avesse problemi di tensione e che si sia strappata a causa di uno strattone più forte che ne avrebbe determinato il cedimento.

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