Domenica, 16 Maggio 2021
Il caso non si sgonfia / Oristano

I furbetti del vaccino Pfizer: così finti volontari e diciottenni in salute hanno saltato la fila

"Vieni domani mattina che ti vaccino, ma non dirlo a nessuno". Sarebbe andata così la vicenda dei furbetti del vaccino a febbraio, quando erano in programma le vaccinazioni degli over 80 a Oristano. Gli inquirenti hanno scoperto che in alcuni casi sul foglio era riportato il vaccino AstraZeneca, ma al paziente è stato somministrato in realtà Pfizer

Il caso non si sgonfia. Anzi. Qualche giorno fa sono partiti gli avvisi di garanzia nei confronti di 15 persone (tra medici e infermieri) indagate per abuso d'ufficio e peculato, per aver somministrato il vaccino Pfizer a propri familiari (non rientranti tra le previste categorie aventi diritto), abusando della propria posizione. Succede a Oristano ed emergono ulteriori dettagli.

I furbetti del vaccino a Oristano

Un circo, quello dei furbetti del vaccino, attorno al quale c'è poco da ridere, purtroppo. La Procura di Oristano aveva aperto un'inchiesta in seguito all'informativa dei Nas. L'indagine era stata avviata nel mese di marzo, quando erano emerse presunte irregolarità nella somministrazione dei vaccini ad alcune categorie di professionisti.

Non sarebbero poche le persone, nella città d'Eleonora d'Arborea, appartenenti ad uno stesso gruppo sociale, giovani, figli e parenti di amici e conoscenti a essere state vaccinate "saltando la fila". 

"Vieni domani mattina che ti vaccino, ma non dirlo a nessuno". Di fatto sarebbe andata più o meno così la vicenda dei furbetti del vaccino a febbraio, quando erano in programma - in teoria - soltanto le vaccinazioni degli over 80 della città. Finti volontari, diciottenni senza problemi di salute, esponenti delle forze di polizia che sono stati vaccinati insieme ai parenti con un vaccino piuttosto che con un altro, ma anche parenti di medici e infermieri che di primo mattino, secondo l’accusa, avrebbero ricevuto la loro dose senza averne alcun diritto in base al piano vaccinale (non quindi dosi avanzate a fine giornata, da somministrare pur di non doverle buttare nella spazzatura).

L'inchiesta della Procura

Sono 50 i nomi finiti nell’inchiesta coordinata dal procuratore Domenico Ezio Basso. I carabinieri stanno acquisendo e sequestrando tutti i documenti relativi alle vaccinazioni dei giorni sotto esame: gli elenchi degli aventi diritto, quelli che hanno già ricevuto le dosi e tutti i 'consensi informati', quei documenti che, chi si sottopone al vaccino anti-Covid, deve firmare prima della somministrazione. All’interno vengono elencate una serie di informazioni cliniche del paziente ma viene anche specificato il tipo di vaccino che sarà fatto al paziente.

Gli inquirenti hanno scoperto che in alcuni dei presunti casi irregolari sul foglio era riportato il vaccino AstraZeneca, ma al paziente è stato somministrato in realtà il farmaco Pfizer. Un ‘favore’ per amici, parenti e conoscenti dei medici e degli infermieri che ha portato però a un minor numero di vaccini Pfizer disponibili per le categorie che ne avevano realmente diritto.  Gli inquirenti hanno notato anche un altro elemento: tra i vaccinati ci sono tantissimi volontari. "C’è stata una corsa al volontariato, ma poi in ambulanza o ad accompagnare una persona fragile a fare il vaccino non è andato nessuno" ha detto il procuratore Basso. Una brutta storia: doveroso andare fino in fondo.

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