Tutte le tecniche dei ladri per rubarti l'auto

Pochi secondi per rompere il vetro o scassinare la serratura e poi mettere in moto il veicolo. E nuove modalità "hi-tech" per rubare le vetture più moderne. Ecco alcuni consigli pratici per limitare al massimo il rischio furto

Ci sono i "topi d'auto" all'antica, quelli che usano arnesi da scasso e grimaldelli per aprire la vettura, rompere il vetro o scassinare la serratura per poi mettere in moto il veicolo. E ci sono ladri più moderni per le vetture più moderne, dotati di dispositivi tecnologici per sottrarre rapidamente l'auto anche se dotata di sistemi di antifurto elettronici e all'avanguardia. Cambia il modo di rubare, ma non la sostanza. Si affinano e si velocizzano le tecniche dei ladri.

Le tecniche dei ladri per rubare un'auto

Quali sono le tecniche più usate dai ladri per rubare un'auto? Alle tecniche più tradizionali di furto negli ultimi anni si sono affiancate modalità hi-tech che coinvolgono dispositivi di ultima generazione, in grado di forzare un'auto e metterla in moto in pochissimi secondi. Ecco i sistemi più diffusi che i ladri usano per rubare le auto:

  • il relay attack;
  • un sistema che sfrutta un bug nel sistema keyless;
  • il jammer;
  • un software che legge la centralina;
  • due grandi classici: la rottura del finestrino e la manomissione della serratura.

Uno dei metodi hi-tech più diffusi è il cosiddetto "relay attack", che cattura e duplica il segnale della smart key (la "chiave intelligente" che consente l'accesso elettronico al veicolo, disponibile come equipaggiamento standard o come opzione in diversi modelli di auto). Si tratta di un metodo che sfrutta le debolezze dei software delle case costruttrici. Può essere applicato alla maggioranza dei veicoli dotati di smart key: due ripetitori in radiofrequenza consentono di far "rimbalzare" la comunicazione tra il veicolo e la sua chiave anche quando sono a distanza tra loro. In tal modo il veicolo viene "ingannato", perché risulta la presenza della chiave per la normale procedura di autenticazione. Una volta aperta l’auto, è facile intuire come andrà a finire.

Alcune auto, poi, presentano falle nel sistema keyless, il dispositivo che permette di aprire e avviare l’auto con una scheda elettronica, senza la classica chiave. Il suo funzionamento è semplice: avvicinando la card all’auto si sbloccano le portiere, poi una volta dentro l’abitacolo è sufficiente schiacciare un tasto e il motore si avvia. I ladri più scaltri usano un dispositivo in grado di amplificare il raggio d’azione della chiave elettronica (anche 80-90 metri) che si trova nella tasca dell’automobilista.

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Il jammer è un dispositivo in grado di "disturbare" il segnale che parte dal telecomando e arriva alla chiusura centralizzata dell’auto. In pratica, la situazione-tipo è questa: l’automobilista pigia il tasto sul pulsante del suo telecomando, che però non fa il suo dovere proprio perché disturbato dal jammer. L’auto resta così aperta.

Alcuni tra i ladri più "hi-tech" portano con sé un notebook su cui scaricano un software in grado di "leggere" la centralina e ottenere così il codice sul quale è modellata la chiave. Oppure, più semplicemente, aprono il cofano dell’auto, smontano la centralina elettronica e la sostituiscono con un’altra, collegata alla chiave in loro possesso.

Per i "topi d'auto" all'antica valgono le vecchie tecniche, come la rottura del finestrino e il collegamento dei fili per l'accensione. Con un martelletto o un punteruolo il gioco è fatto. Stesso discorso per la manomissione della serratura.

Secondo il "dossier annuale sui furti d'auto", elaborato da LoJack Italia, società a supporto delle forze dell'ordine e attiva nel recupero dei veicoli rubati, meno di quattro auto rubate su dieci vengono ritrovate. E i furti in Italia sono in aumento, dopo anni di costante calo. Il primato dei furti, secondo i dati riferiti all'anno 2019, spetta alla Campania (21.577), seguita dal Lazio (19.232), Puglia (17.818), Lombardia (13.004) e Sicilia (12.920). Le vetture più ricercate dai topi d'auto sono la Fiat Panda (circa 11.000 furti), seguita dalle Fiat Cinquecento (7.387), Punto (6.560) e dalla Lancia Y (3.752). Completano la graduatoria la Volkswagen Golf (2.661), la Ford Fiesta (2.138), la Smart Fortwo Coupè (1.824), la Renault Clio (1.655), la Fiat Uno (1.629) e la Opel Corsa (1.277). Ma è allarme suv, soprattutto perché questi veicoli mantengono un valore economico più elevato rispetto alle altre auto.

Ecco alcuni consigli pratici di LoJack per limitare al massimo il rischio furto.

Non lasciare l'auto accesa e con le chiavi inserite, nemmeno per pochi secondi che potrebbero risultare decisivi per il furto.

  • Anche se fa caldo, prima di lasciare l'auto chiudere i finestrini e il tettuccio. Un pur piccolo spiraglio può rivelarsi un assist per i ladri, cui bastano pochi centimetri per aprire varchi, introdursi nell'abitacolo, mettere in moto e scappare.
  • Non lasciare l'auto di notte in parcheggi isolati o incustoditi. In simili casi potrebbe rivelarsi preziosa la funzione di "geofence", prevista da alcuni sistemi telematici a bordo della vettura, che attraverso un'app avvisano se l'auto esce dalla zona a rischio, mentre non sei a bordo.
  • Anche se non si usa quotidianamente l'auto verificare ogni giorno che sia parcheggiata nel punto in cui è stata lasciata. Denunciare con tempestività l'eventuale furto aumenta la possibilità di ritrovare la vettura, soprattutto se questa è dotata di un dispositivo di rilevamento hi-tech.
  • Osservare con attenzione il luogo in cui si parcheggia: se in terra ci sono cumuli di frammenti di vetro, è sinonimo di zona a rischio furto o vandalismo.
  • Non parcheggiare sempre nello stesso posto, le abitudini danno modo al ladro di organizzare al meglio il furto.
  • Attenzione alle truffe. Sempre più spesso i ladri utilizzano un escamotage come un finto incidente (con la tecnica dello specchietto, il lancio di piccole pietre sul fianco dell'auto o ancora un lieve tamponamento) per costringere i guidatori a fermarsi, scendere dall'auto e sottrargliela.
  • Quando si è all'autogrill o nel parcheggio del centro commerciale e si chiude la vettura a distanza tramite una smart key, controllare sempre manualmente l'avvenuta chiusura delle portiere. Un ladro, appostato nelle vicinanze, potrebbe aver disturbato il segnale con un jammer per poi entrare indisturbato nel veicolo e approfittare della tua sosta.
  • Proteggere la propria auto con un sistema di antifurto meccanico, ma soprattutto con uno di ultima generazione. Il primo può scoraggiare i ladri meno attrezzati, il secondo (se efficace) può rivelarsi prezioso in caso di furto. Un sistema in radiofrequenza (non schermabile e attivo anche in situazioni critiche, come all'interno di container o nei garage sotterranei) raddoppia la possibilità di recuperare la vettura sottratta.
  • Proteggere la chiave della tua vettura, custodendola in un "card protector" che ne impedisca la clonazione o che blocchi la sempre più diffusa modalità di furto hi-tech "relay attack".

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Ladri d'auto arrestati a Roma. I carabinieri hanno rinvenuto il "kit del furto": arnesi da scasso, chiavi clonate, centraline di auto e blocchetti per l’accensione, il tutto abilmente occultato all’interno di un vano doppio-fondo ricavato all’interno dell’alloggiamento del sistema airbag anteriore lato passeggero ed accessibile tramite un meccanismo elettronico nascosto nel cruscotto.

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