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Martedì, 28 Marzo 2023
Mafia / Palermo

Gaspare Spatuzza è un uomo libero

Sarà sottoposto a un regime di sorveglianza per i prossimi 5 anni. La sua storia: gli attentati, il rapimento di Di Matteo e l'addio alla mafia

Gaspare Spatuzza, 59 anni, torna libero. Diventato collaboratore di giustizia, ha contribuito a riscrivere la storia delle stragi di Capaci e via D'Amelio, e aveva chiesto di uscire dal carcere nell'aprile scorso. Come riporta il Corriere della Sera, ora la richiesta è stata accolta. Da due settimane, Spatuzza ha ottenuto la liberazione condizionale, senza avere più i vincoli della detenzione domiciliare a cui era sottoposto dal 2014. Adesso per 5 anni dovrà rispettare le prescrizioni del tribunale, tra cui quella di non frequentare pregiudicati o non uscire dalla provincia in cui prenderà la residenza senza un'autorizzazione della questura.

Spatuzza è nato a Palermo l'8 aprile 1964 ed era affiliato alla famiglia di Brancaccio, ovvero quella che all'epoca era guidata da Filippo e Giuseppe Graviano. Spatuzza è soprannominato 'u Tignusu per la sua calvizie, o l'imbianchino per il mestiere che svolgeva, e si è autoaccusato di aver rubato la Fiat 126 impiegata come autobomba in via D'Amelio, dove il 19 luglio 1992 sono morti Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta.

Spatuzza è tra gli autori materiali dell'omicidio di don Pino Puglisi nel 1993. Ha rapito il 13 enne Giuseppe Di Matteo per vendicarsi del padre Santino e del suo pentimento. Ha ricevuto condanne per oltre 40 omicidi. L'antimafia lo ha catturato nel 1997 all'ospedale Cervello di Palermo.

Il suo pentimento risale all'estate del 2008. Tra le sue dichiarazioni anche quelle che hanno mandato a processo Matteo Messina Denaro per le stragi di Capaci e via D'Amelio.

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