Venerdì, 17 Settembre 2021
"Non volevo ucciderlo" / Agrigento

Spari contro l'ex socio: consigliere leghista arrestato per tentato omicidio

Sono scattati i domiciliari per Gaetano Aronica, il consigliere comunale di Licata che mercoledì scorso, al culmine di una lite, ha aperto il fuoco contro il suo ex socio in affari

Un frame tratto da una telecamera di sorveglianza mostra il Consigliere comunale di 48 anni, Gaetano Aronica, mentre spara quattro colpi di pistola contro un suo socio di 71 anni, per un contenzioso nelle gestione di un'attività di onoranze funebri, ferendolo con un proiettile al braccio sinistro (Foto Ansa)

Sono scattate le manette con l'accusa di tentato omicidio per il consigliere comunale di Licata (Agrigento) eletto nel 2018 nella lista della Lega, Gaetano Aronica, 48 anni, che mercoledì sera al culmine di una lite ha sparato al suo socio in affari. I contrasti tra i due sarebbero legati proprio alla gestione di un'attività di onoranze funebri. Dopo la segnalazione di alcuni colpi di arma da fuoco esplosi in strada carabinieri e poliziotti hanno immediatamente avviato le indagini. Grazie alla visione delle immagini di alcuni impianti di video sorveglianza della zona è stato possibile ricostruire la dinamica dei fatti.

Spari contro il socio: arrestato consigliere leghista

Dopo un'accesa discussione il 48enne ha estratto una pistola ed esploso quattro colpi all’indirizzo del rivale. Fortunatamente solo un proiettile è andato a segno raggiungendo la vittima al braccio. Poco dopo l’aggressore si è presentato in caserma insieme al proprio avvocato, facendo ritrovare anche la pistola usata, un revolver calibro 22 illegalmente detenuto, e il relativo munizionamento. Il ferito, un imprenditore di 71 anni, è stato medicato in ospedale e dimesso con una prognosi di 20 giorni. Per il consigliere comunale il gip di Agrigento ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico, eseguita stamani.

Gaetano Aronica: "Provocato, non volevo ucciderlo"

Agli investigatori dell'Arma, durante l'interrogatorio in caserma, ha detto di aver sparato non per uccidere ma solo per "spaventare" il suo socio in affari. "Mi ha provocato, si era vantato di essere riuscito a sottrarmi pure un magazzino, non volevo ucciderlo, ma solo spaventarlo", avrebbe detto durante l'interrogatorio in caserma. Una tesi che, però, non ha convinto il gip di Agrigento, Stefano Zammuto, che ha disposto per Aronica gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

L'indagato, scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare, "ha posto in essere atti idonei e univocamente diretti a cagionare la morte" del suo socio. Le indagini lampo di carabinieri e polizia hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti. L'agguato avvenuto mercoledì sera è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Aronica, dopo essere sceso dal suo scooter e aver inseguito a piedi l'auto condotta dalla vittima, ha esploso quattro colpi utilizzando un revolver calibro 22 con matricola abrasa: uno ha frantumato il vetro del finestrino - lato guida - della vettura, l'ultimo, sparato a distanza ravvicinata, ha raggiunto al braccio il 71enne, provocandogli ferite giudicate guaribili in 20 giorni, ma, annota il gip, "ben avrebbe potuto attingere organi vitali".

Il gip: "Era ossessionato dai soci"

Un "contesto di elevata conflittualità" e la convinzione che i due soci volessero estrometterlo dall'agenzia di onoranze funebri. Eccola la motivazione che avrebbe spinto Gaetano Aronica, consigliere comunale di Licata (Agrigento) a sparare al suo socio in affari. G.C., 71 anni. A scriverlo nero su bianco è il gip di Agrigento, Stefano Zammuto, nelle 11 pagine dell'ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti dell'uomo. "I fatti oggetto del presente provvedimento penale - scrive il gip - lungi dall'essere isolati si inseriscono in un contesto di elevata conflittualità (tra l'indagato, il fratello e la vittima, ndr), con molteplici riverberi giudiziari, e ciò per dissidi e questioni societarie afferenti l'agenzia di onoranze funebri di comune appartenenza. Nell'opinione di Gaetano Aronica, infatti, vi sarebbe un disegno, ordito dai suoi soci, finalizzato ad estrometterlo dalla compagine sociale".

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