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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Omosessualità / Genova

La storia - Bambina affidata a due mamme gay: "Cinque anni di vita felice"

Le due donne, racconta Repubblica, erano vicine dei genitori che vivono in gravi difficoltà economiche. Hanno chiesto l'affidamento spiegando immediatamente la loro situazione sentimentale. E i giudici non hanno avuto niente da eccepire

Marta, cinque anni fa, aveva solo cinque anni. Paola era la sua vicina. La sua baby-sitter. La sua compagna. Era lei a occuparsi di tutto: la madre e il padre di Marta erano una coppia in difficoltà, con problemi per i quali gli assistenti sociali, chiamati proprio da Paola, erano più volte dovuti intervenire. Fino alla decisione finale: togliere Marta ai suoi genitori.

La storia triste di Marta (il nome è di fantasia), raccontata da Marco Preve su La Repubblica, cambia radicalmente proprio grazie a Paola e a dei giudici attenti prima di tutto alla bambina. Poi, semmai, all'opinione pubblica.

Gli assistenti sociali cercano una famiglia per Marte e la prima persona a farsi avanti è proprio Paola. 

Ma il giorno in cui è stata convocata per la pratica di affido, Paola ha voluto chiarire una circostanza che riteneva importante: "Voglio che sappiate che io ho una relazione con una donna con la quale convivo da tempo".

"Non fu un'informazione insignificante per i giudici e gli psicologi, perché nel momento in cui un bambino viene trasferito ad un'altra famiglia devono essere analizzati tutti i fattori potenzialmente traumatici, quelli che rappresentano un cambiamento significativo rispetto alla situazione originaria. Quindi una città diversa, consuetudini mutate, altri bambini presenti nel nuovo nucleo, e anche le abitudini, il carattere e lo stile di vita del genitore affidatario".

Sei anni dopo, la decisione del Tribunale di affidare Marta a Paola e alla sua compagna di vita è stata la scelta giusta

"La bambina, che ha ormai dieci anni, ha un'ottima intesa affettiva con la coppia lesbica con cui vive in quello che è un affidamento reversibile. Ossia, nel momento in cui la madre naturale dovesse ritrovare il suo equilibrio, nonché una minima indipendenza economica, potrebbe riprendersi la figlia". 

Come conclude Preve su Repubblica, "dopo una storia famigliare tormentata, dai resoconti delle assistenti sociali, sembra che Marta sia riuscita a recuperare una serenità, che appariva seriamente compromessa, grazie all'affetto e alle attenzioni di due genitori dello stesso sesso".

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