Martedì, 2 Marzo 2021
Genova

Genova, il ponte sarà demolito in tempi brevi: "Ma ora la politica non si distragga"

Toti: "Il ponte sarà smantellato, non resterà neanche un guard rail". Monito di Bagnasco: "La politica non si distragga su altri piani, la società civile sta già reagendo". Oggi prima riunione tra la società concessionaria e la struttura commissariale

Una veduta di ponte Morandi dall'autostrada A7 prima del casello di Genova Ovest a Genova, 20 agosto 2018. ANSA/LUCA ZENNARO

Si deve fare in fretta a Genova,quel che resta del Ponte Morandi andrà abbattuto al più presto. Risposta positiva di Autostrade per l'Italia alla lettera inviata ieri mattina dal governatore della Liguria e commissario per l'emergenza, Giovanni Toti, circa la messa in sicurezza e l'abbattimento del pilone 10 del moncone est di Ponte Morandi. La prima riunione tra la società concessionaria e la struttura commissariale per valutazioni di competenza si svolgerà oggi alle 18 presso nella sede della Regione Liguria in piazza De Ferrari a Genova.

La relazione della commissione ispettiva del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture sul crollo di Ponte Morandi ha evidenziato gravi problemi: "Si ritiene indispensabile evidenziare che dall'esame tecnico della documentazione progettuale emerge, con riferimento alla pila n. 10 sopravvissuta al crollo, uno stato di degrado dei materiali, ovvero della corrosione dei trefoli dei cavi di precompressione primarie secondari, di grado più elevato (4 su una scala di 5) rispetto a quello che era stato riscontrato nella pila n. 9 crollata, che risultava di livello 3".

Toti: "Del ponte non resterà neanche un guard rail"

 "C'è una questione di tempi, di modalità su cui i tecnici hanno più voce della politica. Ma la politica ha già detto chiaramente che di quel ponte non resterà neanche un guard rail, né dell'ala di levante, né di quella di ponente. Quel ponte nelle debite maniere, nei tempi che spero siano rapidi e in totale sicurezza per i cittadini, verrà completamente smantellato". Lo ha detto il governatore della Liguria, Giovanni Toti, durante la conferenza stampa convocata ieri sera nella sede della Regione per fare il punto sull'emergenza dopo il crollo di Ponte Morandi.

"I costi -ha sottolineato il governatore ligure e commissario delegato all'emergenza- sono certamente a carico di Autostrade che è il concessionario della tratta ed è l'unico interlocutore citato e autorizzato come tale per i lavori su quella tratta nell'ordinanza di protezione civile. Il commissario di protezione civile -ha spiegato Toti- si rivolge alla società perché fino a quando i percorsi scelti dal governo non arriveranno ad una definizione, se vi arriveranno, il concessionario è detentore di un bene pubblico che deve custodire, manutenere e metterlo in sicurezza. Ogni mia richiesta e ingiunzione che riguardi quel ponte oggi e la sua ricostruzione domani -ha concluso il governatore- va fatta ad Autostrade".  

"Genova, la politica non si distragga"

La società civile di Genova ha reagito in modo positivo alla tragedia del ponte Morandi ma ora la politica "non si distragga su altri piani". E' il monito dell'arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, intervistato da 'La Repubblica'. Sul futuro della città Bagnasco si dice "ottimista non di maniera, ma in modo concreto e realistico. Sono genovese e conosco i genovesi. Li ho visti resistere in altre circostanze, come le alluvioni o il crollo della torre pilota. In questi giorni ho assistito a una grandissima mobilitazione senza polemiche e senza sbavature da parte delle istituzioni, dei volontari, della protezione civile, dei vigili del fuoco, che hanno fatto un lavoro grandissimo. E c'eravamo anche noi come Chiesa. Questa è Genova".

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Per quanto riguarda le polemiche politiche, aggiunge, "a noi interessa vedere che cosa sta succedendo in loco, sul terreno della tragedia. La società civile ha reagito e sta reagendo. Le polemiche sono ad altri livelli. Vedrà chi dovrà vedere. L'importante, piuttosto, è anche che la magistratura si sia immediatamente messa in moto con molto equilibrio e puntualità: questo è più importante di tutte le polemiche. È vero che la situazione si presenta con tempi lunghi e molte difficoltà, però sarà un banco di prova ulteriore per tutta la città e per il governo centrale. Per ora vedo molti segnali positivi". Che però devono essere confermati. "Qui - ricorda - c'è la gente, ci sono i disagi di un'intera città, le difficoltà per il lavoro. Siamo partiti bene nella reazione collettiva; auspico decisamente che la politica non si distragga su altri piani. Quello che importa, l'obiettivo della politica alta, è il benessere della gente. A fronte di queste grandi tragedie serve una soluzione dei problemi. Senza una migliore viabilità, Genova non può ripartire".

Bagnasco parla anche di applausi e fischi che sono stati registrati durante i funerali, su cui si è innescata la polemica politica. "La compostezza e la serietà della celebrazione religiosa - assicura - non sono state per nulla turbate dagli applausi, numerosi sia durante l'omelia sia in altri momenti. Non ho sentito fischi durante la messa, saranno stati senz'altro prima della celebrazione. E non c'è mai stato un clima da stadio. Questo è importante. L'insieme degli applausi è stato molto composto, esprimevano la partecipazione di una grande, grandissima assemblea".

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Sulle cause del crollo, l'arcivescovo non si sbilancia. "Siamo di fronte al crollo di un immenso manufatto umano, non a una catastrofe naturale. Come ha già detto molto bene il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, bisogna indagare errori e trascuratezze". Certo che, aggiunge, "se ci fosse la Gronda di cui si parla da dieci anni, almeno da un punto di vista della viabilità oggi saremmo in una situazione molto meno disagiata. I grandi lavori pubblici per una città e una nazione sono decisioni che spettano alla politica e a chi amministra, ma chiedono la collaborazione di tutti perché è evidente che le grandi opere comportano qualche disagio. Quindi dobbiamo essere tutti compatti, a qualunque livello". Aggiornamenti su GenovaToday

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