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Domenica, 23 Giugno 2024
Lutto in Vaticano

È morto il cardinale George Pell: condannato per pedofilia, fu prosciolto

Non ha superato le complicazioni causate da un intervento chirurgico all'anca. Papa Francesco: "Un grande uomo, gli dobbiamo tante cose". Trascorse 404 giorni in cella in due carceri di massima sicurezza

È  morto il cardinale australiano George Pell, prefetto emerito della Segreteria per l'economia. Il cardinale, 81 anni, aveva subito un processo in seguito a una pesante accusa di abusi sessuali e stava scontando una condanna per pedofilia di 6 anni quando venne prosciolto. Il porporato non ha superato le complicazioni causate da un intervento chirurgico all'anca. Si è spento a Roma ieri sera. Soffriva da tempo di problemi cardiaci e nel 2010 gli era stato impiantato un pacemaker. Nei giorni scorsi aveva partecipato in Vaticano ai funerali del papa emerito Benedetto XVI. Pell era stato posto da papa Francesco nel 2014, alla guida della nuova Segreteria per l'Economia e di fatto a capo delle riforme economiche intraprese dal Pontefice.

Nell'estate  2017 la polizia australiana confermò l'imminente stato d'accusa per il cardinale Pell per "gravi reati sessuali" su minori, fra i quali quello di uno stupro, che sarebbero stati commessi negli anni settanta, quando Pell era parroco nella sua città natale, Ballarat. La Santa Sede contemporaneamente confermò la notizia del rinvio a giudizio del cardinale Pell e la sua partenza per l'Australia "per affrontare le accuse che gli sono state mosse".

L'anno seguente Pell fu giudicato colpevole di abusi sessuali su due chierichetti di 13 anni e poi condannato a una pena detentiva di 6 anni. Il cardinale, che si era sempre dichiarato innocente, aveva quindi annunciato il ricorso in appello, che fu respinto e la condanna confermata. E per il cardinale si aprirono le porte del carcere. In seguito, alla luce dei numerosi vizi formali nelle procedure processuali era stata ammessa la richiesta di appello presentata da Pell. Nel 2020 il era infine stato prosciolto all'unanimità e rilasciato dopo più di un anno dietro le sbarre.

Prima del proscioglimento, Pell aveva trascorso 404 giorni in cella in due carceri di massima sicurezza a Melbourne e Barwon. Una esperienza dura, vissuta per un periodo anche in isolamento, della quale il cardinale aveva riportato ogni dettaglio in una collana dal titolo Prison Jorunal. Diario di una prigione, edita da Ignatius Press. In oltre 300 pagine Pell, prendendo spunto da quanto aveva annotato quotidianamente, riportava degli incontri con gli altri detenuti, delle visite e lettere ricevute, della preghiera e l'eucarestia che lo accompagnavano durante la prigionia. "La mia esperienza dimostra quanto ci aiutano gli insegnamenti della Chiesa, quanto aiuta pregare, cercare la grazia di Dio", aveva detto in una intervista a Radio Vaticana -Vatican News, in cui spiegava pure di aver scritto continuamente durante la reclusione perché "ho pensato che avrebbe potuto essere di aiuto per chi si trova in difficoltà, per chi vive un momento di sofferenza, come quello che ho vissuto io. Poi - aggiungeva - ho pensato che tenere un diario sarebbe stato di qualche interesse dal punto di vista storico, perché non ci sono stati molti cardinali che hanno fatto l'esperienza del carcere".

Papa Francesco proprio di recente aveva riconosciuto pubblicamente i meriti di Pell a proposito della riforma delle finanze vaticane. "Io ho dato indicazioni soltanto, ma l'organizzare questo che, grazie a Dio, sta andando bene con il Consiglio dell'Economia, con il Segretariato all'Economia. Tutto questo lo ha visto chiaro il cardinale Pell, che è quello che ha incominciato questo". "Poi è dovuto rimanere quasi due anni in Australia per la calunnia che gli hanno fatto - che poi era innocente, ma gliel'hanno fatta brutta poveretto - e si è allontanato da questa amministrazione, ma è stato Pell a fare lo schema di come si poteva andare avanti. È un grande uomo e gli dobbiamo tante cose", ha concluso il Papa in un intervento televisivo.

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