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Lunedì, 29 Novembre 2021
VIOLENZA SULLE DONNE

Sfregiata dall'acido, il racconto di Gessica: "Urlavo dal dolore, lui non ha detto una parola"

La ex finalista di Miss Italia parla per la prima volta dal letto d'ospedale: "Non mi interessa se resterò sfigurata, ci vedo da un occhio e sono già felice". Intanto, dal carcere, l'ex compagno Eddy Tavares continua a professarsi innocente: "Non sono stato io"

E' molto provato Edson Jorge Tavares detto Eddy, il 29enne dell'isola di Capo Verde in stato di fermo con l'accusa di aver aggredito la sua ex ragazza, Gessica Notaro. Dalla cella, lo straniero continua a negare ogni addebito sul suo coinvolgimento nella notte tra martedì e mercoledì quando, l'ex finalista di Miss Italia, è stata aggredita con un getto di li "Idraulico liquido" (una miscela utilizzata per sgorgare i rubinetti di cui Tavares possedeva sette confezioni) che l'ha colpita al volto e a parte del corpo. "Sono dispiaciuto per quanto successo a Gessica - ha spiegato al suo avvocato Tavares - ma non sono stato io. Quella sera sono stato in giro per tutta la notte". Come aveva già spiegato agli inquirenti della squadra Mobile, che insieme ai carabinieri lo avevano interrogato per tutta la giornata di mercoledì, il capoverdiano sarebbe in grado di fornire un alibi. Toccherà al gip, che oggi lo ascolterà nel corso dell'interrogatorio di garanzia, accertare la veridicità delle sue dichiarazioni.

Una dichiarazione che contrasta con quella fornita dalla vittima dal suo letto di ospedale, come riferisce Il Resto del Carlino: "L'ho visto, ho visto Eddy che aveva in mano una bottiglietta di plastica, lui era vestito di nero. Non ha detto una parola e mi ha lanciato un liquido addosso ed è fuggito. L’ho rincorso per qualche metro, urlando dal dolore, la faccia mi bruciava e la vista mi si appannava sempre di più. Speravo ci fosse ancora il mio attuale ragazzo, ma lui se n'era già andato. Sono corsa verso casa e ho citofonato a mia madre che è scesa in pigiama. 'Eddy mi ha tirato l’acido', le ho detto e siamo corse in ospedale". 

La 28enne riminese, addestratrice di leoni marini al Delfinario di Rimini, resta comunque in prognosi riservata nel reparto Grandi Ustioni del "Bufalini" di Cesena dove i medici stanno cercando di fare di tutto per salvarle l'occhio sinistro colpito dal liquido corrosivo. 
"Non mi interessa se resterò sfigurata", ha detto la 28enne con una forza che ricorda molto quella di Lucia Annibali. "Voglio solo recuperare la vista, da un occhio ci vedo e sono già felice". 

Gessica Notaro, la miss sfregiata dal suo ex

I due, dopo aver avuto una relazione e convissuto insieme per un certo periodo, si erano lasciati in maniera piuttosto burrascosa. A decidere di troncare la storia era stata la stessa Gessica, nella primavera dello scorso anno per il carattere violento del capoverdiano, ma nonostante questo pare che il 29enne non avesse accettato la cosa. Il suo comportamento era sfociato in una prima denuncia per minacce nei confronti di alcuni connazionali e, successivamente, una seconda denuncia per atti persecutori presentata da Gessica. 

Oggi il "Corriere della Sera" fornisce ulteriori dettagli sulla vicenda. A cominciare dall'atteggiamento di Tavares che negli ultimi mesi si era fatto sempre più minaccioso. Il capoverdiano, infatti, sarebbe stato allontanato dal Delfinario dove anche lui lavorava come "tutto fare", perché aveva picchiato due colleghi che vedeva come rivali. Tavares avrebbe minacciato i due di "infilzarli con una balestra". In seguito a questo episodio Gessica lo aveva denunciato per stalking. Una perquisizione effettuata a casa di Tavares, portò effettivamene al rivenimento di una balestra,  di una pistola da soft air e tre pallottole.

A carico del capoverdiano emerse anche un precedente penale per non aver pagato gli alimenti a una ex compagna da cui nel 2011 aveva avuto un figlio. Ma il fatto che preoccupò maggiormente il procuratore di Rimini - che chiese invano la custodia cautelare in carcere - era il fatto che Tavares abitasse a una manciata di metri da casa di Gessica. La richiesta di carcerazione fu però respinta due giorni dopo dal gip che accolse solo il "subordine" del divieto di avvicinamento, portato però dal limite degli iniziali 500 metri a 50, altrimenti avrebbe dovuto lasciare la sua abitazione. Dal suo ufficio, scrive il Corsera, il giudice si dice "dispiaciuto" per l'aggressione ma difende il suo operato. "Fosse stata anche applicata la misura cautelare sarebbe uscito il 30 dicembre, la scadenza dei tre mesi di detenzione prevista per il reato di stalking in attesa di giudizio".

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