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Lunedì, 27 Maggio 2024
Morti sul lavoro

Ilva, operaio muore schiacciato da un nastro trasportatore: "Non è stata una fatalità"

L'incidente è avvenuto nel reparto dell'Altoforno 4. La vittima, Giacomo Campo, aveva 25 anni. L'azienda: "Rispettate le misure di sicurezza". Ma i sindacati attaccano: "E' un omicidio, i responsabili non hanno voluto aspettare i mezzi giusti"

Un operaio 25enne è morto questa mattina nello stabilimento Ilva di Tarantoschiacciato da un rullo di un nastro trasportatore su cui stava facendo operazioni di manutenzione. Si chiamava Giacomo Campo, originario di un paese della provincia tarantina, ed era dipendente di una ditta appaltatrice esterna, la Steel Service Srl.

L'incidente è avvenuto alle 6.45. Secondo quanto riferisce il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, il giovane operaio stava pulendo del materiale rimasto su un nastro trasportatore, ma "il tamburo su cui si muove il nastro non era stato adeguatamente imbragato e Giacomo è rimasto schiacciato tra il tamburo e il nastro".

L'ultimo incidente mortale si era verificato a novembre dell'anno scorso, quando un altro operaio era rimasto schiacciato da un tubo. "Non è passato neanche un anno e si è verificato di nuovo, un'altra morte innocente e un'altra famiglia distrutta" dice Bentivogli.

"È assurdo, inaccettabile morire di lavoro nel 2016 - prosegue - Da anni come FIM sosteniamo che salute e sicurezza sono la precondizione essenziale del lavoro in Ilva e ci stiamo impegnando ogni giorno con i nostri rappresentanti alla sicurezza per raccogliere segnalazioni dai lavoratori su impianti non sicuri e intervenire subito. Non facciamo e non faremo sconti su questo".

Ilva, la rabbia di Taranto

"E' UN OMICIDIO" -  "Questo incidente non è una fatalità. E' stata una vera e propria mancanza di rispetto delle regole della sicurezza. Infatti l'incidente e' successo sotto gli occhi dei responsabili che non hanno voluto aspettare l'arrivo dei mezzi per la messa in sicurezza del tamburo". E' l'accusa lanciata dal coordinatore provinciale dell'Usb (Unione sindacale di base), Francesco Rizzo. "Tutto - aggiunge Rizzo - era fermo e spento ma si è deciso di iniziare con mezz'ora di anticipo. Questo per sottolineare ancora una volta come nell'Ilva di Taranto manchino ormai regole e rispetto sulla sicurezza. Si tratta di un 'omicidio'. E' arrivato il momento di ribellarsi - conclude il coordinatore Usb - a questa situazione che è ormai indecente".

Ilva, operai in protesta

LA DIFESA DELL'AZIENDA - L'Ilva ha fatto sapere che "il nastro, risultato danneggiato a seguito di un taglio longitudinale, era stato fermato nella notte per consentire l'intervento di riparazione". "Come da procedura aziendale, il nastro è stato preventivamente messo in sicurezza ed è stato privato di alimentazione elettrica. Nonostante l'applicazione di tutte le misure di sicurezza, durante le attività di rimozione del materiale ferroso - aggiunge l'azienda - che si era depositato sul rullo di invio, effettuate dall'operatore con un tubo aspirante, il nastro si è attivato e lo ha trascinato". 

Muri e striscioni raccontano il dramma di Taranto

LO SCIOPERO - Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto in seguito all'incidente nel reparto Afo4 in maniera congiunta hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori dell'Ilva a partire dalle 12 (per il secondo e terzo turno di otto ore) fino alle 7 di domenica. "Il lavoratore - spiegano in una nota i sindacati - durante le manovre di pulizia di un nastro in zona stock house Afo4, per ragioni ancora da accertare è stato travolto riportando ferite mortali. Ancora una volta rivendichiamo duramente e fermamente le ragioni di sicurezza in fabbrica e carenze organizzative, più volte denunciate dalle organizzazioni sindacali".
 

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