Lunedì, 8 Marzo 2021
Aosta

Gianfranco Iob: il chirurgo che ha violato la quarantena per salvare la vita della paziente

Fu trasportato in ambulanza per un intervento d'urgenza su una paziente con aneurisma ad Aosta: era l'unico in grado di operare. In tre ora rischiano una condanna penale

Gianfranco Iob è primario della chirurgia vascolare dell’ospedale Parini di Aosta: ad aprile ha violato la quarantena. (era positivo al coronavirus, seppur totalmente asintomatico), per operare una paziente 60enne con un aneurisma dell’arteria splenica. Fu fatto tutto in accordo con l’allora direttore sanitario dell’Usl Pier Eugenio Nebiolo e con il responsabile del 118 Luca Cavoretto. Solo Iob poteva fare quell'intervento, così il medico era stato trasportato in ambulanza dall’abitazione in ospedale per eseguire l’intervento salva-vita e poi riportato di nuovo a casa con un mezzo di soccorso.

Chiesta la condanna per il primario che in quarantena operò una paziente

La situazione della paziente era molto seria, i colleghi erano consapevoli del rischio e l’hanno corso in quanto Iob era l’unico in grado di operare in quel caso. Tutti e tre ora rischiano una condanna penale per aver violato la normativa sulla quarantena, con multa di 5 mila euro.

"Ci siamo trovati di fronte, una domenica pomeriggio, a un'emergenza: una signora di 60 anni alle prese con un aneurisma dell'arteria splenica. Data la situazione clinica non c'era la possibilità di trasferirla altrove" spiegò la direzione dell'Usl.

"Il chirurgo, l'unico in grado di eseguire un intervento del genere - ha detto poi Nebiolo, secondo quanto riportato da Repubblica  - aveva avuto quello che noi definiamo un esito debolmente positivo, quello che in altri laboratori viene definito "indeterminato". Era asintomatico. Ho dato il permesso di toglierlo dalla quarantena, avvisando le autorità. E anche se fosse stato positivo al 100 per cento avrei fatto altrettanto. L'équipe che ha operato con lui era consapevole. E la sala operatoria era quella appositamente realizzata per le malattie infettive. Il risultato finale è che abbiamo salvato la vita a una persona. Risultata, poi, anche negativa al Covid".

Parla di "richiesta sconcertante" l'avvocato dei tre: "Un decreto penale di condanna penale per aver salvato una vita".

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