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Martedì, 18 Gennaio 2022
Andrea Maggiolo

Opinioni

Andrea Maggiolo

Giornalista Today

Armi per uso sportivo in mano alla "persona sbagliata": 10 anni dopo la strage di Firenze non è cambiato niente

Dieci anni fa, era il 13 dicembre 2011, in piazza Dalmazia a Firenze, Gianluca Casseri, estremista di destra sostenitore di CasaPound, assassinò a sangue freddo Samb Modou e Diop Mor, vittime dell'odio per il colore della loro pelle. Ferì altri tre uomini, poi, braccato, si uccise. L'arma, un revolver Smith & Wesson calibro .357, era detenuta legalmente, autorizzata per tiro sportivo. Abbiamo da anni una "grana" da risolvere in Italia con le licenze. Gli omicidi con armi legali sono infatti una costante. E' bene parlarne, anzi è doveroso: per fare in modo che non accada più nulla del genere in futuro, per evitare altro spargimento di sangue. Dal 2011 a oggi gli omicidi perpetrati con armi detenute per uso sportivo sono stati numerosi.

Oggi è l'ennesimo anniversario "giusto" per portare all’attenzione pubblica e soprattutto del mondo politico una serie di problemi. Nessuna caccia alle streghe, sia chiaro. La stragrandissima maggioranza di coloro che ha armi per uso sportivo è ligio alle regole. Ciò non toglie che resta il problema della facilità con cui si può ottenere una licenza nell'Italia del 2021. A qualsiasi cittadino, esente da malattie nervose e psichiche, non alcolista o tossicodipendente è consentito di ottenere una licenza per armi dopo aver superato un rapido esame di maneggio delle armi e un controllo da parte della Questura circa la sua affidabilità. Dal punto di vista sanitario, tutto si basa su un’autocertificazione controfirmata dal medico curante e una breve visita presso l’Asl, non diversa - sintetizziamo - da quella per ottenere la patente di guida.

Le licenze per detenere armi hanno una validità di cinque anni, sia per un diciottenne sia per un anziano. Allo scadere del quinto anno, bisogna presentare la domanda di rinnovo corredata da un certificato di idoneità psico-fisica rilasciato dall’Asl, ma anche in questo caso non è generalmente previsto alcun esame clinico o psichiatrico. Basta quindi una licenza per tiro sportivo, o per la caccia, per avere tra le mura di casa non una ma più armi da fuoco. Una breve visita, un timbro, marche da bollo e poco più, se non ci sono specifici motivi di preoccupazione. Motivi di preoccupazione che potrebbero emergere solo con più controlli su chi ha armi in casa propria, detenute con qualsiasi licenza.

Persone propense alla violenza possono essere in possesso di armi. E' un dato di fatto: "Questo accade perché i controlli medici richiesti per il rilascio delle licenze sono troppo blandi" diceva qualche tempo fa a Today.it Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (OPAL) - Se è vero che non si può prevedere del tutto la deriva violenta di una persona è però importante accertarne preventivamente e di frequente lo stato di salute mentale con esami clinici che invece attualmente non sono generalmente richiesti. Anche per questo da anni l’Osservatorio OPAL chiede che venga resa obbligatoria una valutazione psichiatrica e test tossicologici annuali sui legali detentori di armi. Se vogliamo evitare che qualche malintenzionato ricorra alle armi per far valere le proprie ragioni è urgente procedere a controlli precisi anche su chi le detiene con regolare licenza".

A 10 anni da quel 13 dicembre 2021, la licenza di tiro sportivo resta abbastanza facile da ottenere e purtroppo la richiede anche chi non pratica discipline sportive ma vuole semplicemente avere un'arma a disposizione: è un problema, perché basta un'arma, un'unica arma da fuoco, in mano alla persona sbagliata, per una strage. Come a Firenze.

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