Sabato, 6 Marzo 2021
Milano

Berni: il "fornaio dei poveri" dal grande cuore ucciso dal Covid

In Paolo Sarpi a Milano Gianni Bernardinello lo conoscevano tutti. Aveva 76 anni. Quando l'epidemia di coronavirus ha duramente colpito la Lombardia, aveva fatto trovare davanti al suo negozio intere ceste di prodotti per gli indigenti

Ha smesso di battere il grande cuore di Gianni Bernardinello, conosciuto come "Berni". A Milano tutti in Paolo Sarpi lo conoscevano, almeno di vista. Era diventato il "fornaio dei poveri": per decenni ha sapientemente sfornato brioche e panini caldi per i tanti clienti.

Gianni "Berni" Bernardinello ucciso dal Covid a 76 anni

Quando l'epidemia di coronavirus ha duramente colpito la Lombardia, "Berni" aveva fatto una cosa tanto semplice quanto non scontata. Davanti alla porta del sui negozio aveva fatto trovare intere ceste di prodotti accompagnate da un messaggio semplice e toccante: "Per andare incontro a chi ha bisogno. Servitevi pure e pensate anche agli altri". 

E' stato contagiato dal virus in questa seconda ondata, e il Covid se l'è portato via. Gianni Bernardinello aveva 76 anni. Non si fermava mai "Berni", aveva la passione dei droni e aveva fondato una startup con cui avrebbe iniziato a produrne su base industriale. La sua vita, e lo raccontava volentieri ai clienti, è stata movimentato, aveva fatto mille lavori, dall'orafo all'inventore di penne stilografiche, fino alla politica (era stato vicesindaco a Trezzano sul Naviglio). Ma anche il pilota e il fotografo nel mondo della moda.

"Non c’è mestiere che non abbia esercitato e non c’è un ruolo qui dentro che non sappia svolgere anche io: dal pane all’impianto elettrico" era solito dire.  Ai funerali celebrati ieri a Chinatown è stato ricordato con commozione, senza assembramenti.  Proponeva cinquanta tipi di pane differenti nella sua bella bottega, ma sui biscotti non si scherzava: la ricetta era quella tradizionale della sua bisnonna. La famiglia, la figlia Samuela in prima linea, porterà avanti l'attività, con uno sguardo ampio, che abbraccerà - ancora - tutto il quartiere, come da decenni, come racconta al Corriere della Sera:  "Papà sognava che Paolo Sarpi diventasse la strada più bella di tutta Milano. Lavoreremo anche per questo, dal nostro forno di famiglia". La licenza commerciale della bottega che lui rilevò negli anni 80 risale al 24 marzo 1889. La storia continua.

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