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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Cronaca

Gioco d'azzardo, la proposta del governo non convince: "Il rischio è che aumenti la dipendenza"

“Mettiamoci in gioco”, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo esprime la propria preoccupazione per il contenuto della proposta sul gioco d’azzardo che il Governo dovrebbe presentare oggi in Conferenza Stato-Regioni. Le associazioni sottolineano che la riduzione del numero di slot attive nel nostro paese non garantisce affatto che vi sia una limitazione dei rischi di dipendenza

La piaga sociale del gioco d'azzardo merita risposte ben più efficaci.

“Mettiamoci in gioco”, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo esprime la propria preoccupazione per il contenuto della proposta sul gioco d’azzardo che il Governo dovrebbe presentare oggi in Conferenza Stato-Regioni.

In particolare varie associazioni sottolineano che la riduzione del numero di slot attive nel nostro paese non garantisce affatto che vi sia una limitazione dei rischi di dipendenza. L’istituzione, infatti, dei locali di categoria A (sale apposite dedicate all’azzardo) e il mancato intervento sul numero degli apparecchi vlt – assai più aggressivi, sia rispetto alle modalità di coinvolgimento del giocatore sia riguardo alle perdite possibili, molto più consistenti rispetto alle normali slot – dovrebbero portare, probabilmente, a maggiori rischi di dipendenza per i giocatori, aggravando una situazione già oggi insostenibile.

Perchè le vlt sono considerate più aggressive delle normali slot machine? A prima vista potrebbero sembrare molto simili, ma le Vlt sono dei terminali multi gioco e quindi, in uno stesso apparecchio, il giocatore può andare a scegliere tra più tipi di gioco, mentre nelle slot machine è possibile giocare ad un solo gioco per apparecchio. Le Vlt accettano monete, banconote, ticket e carte prepagate e permettono puntate che variano da un minimo di 0,50 centesimi fino ad un massimo di 10,00 euro. Invece, le slot machine bar permettono di inserire solo monete e di effettuare puntate che variano da 0,50 a 2,00 euro.

La Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo ribadisce ancora una volta che non si possono esautorare Enti locali e Regioni dal potere di regolamentare le modalità di offerta del gioco d’azzardo sul proprio territorio, come previsto nel testo del Governo per quanto riguarda le sale di categoria A. Per queste ragioni, Mettiamoci in gioco si augura che le Regioni e gli Enti locali non accettino l’accordo proposto dal Governo.

Le firme contro l'azzardo | Foto Infophoto

Il gioco d'azzardo attrae fasce sempre più giovani di popolazione. Un ragazzo su due in Italia si è lasciato affascinare dal gioco d'azzardo. Sono oltre 1,2 milioni, infatti, quelli che hanno tentato la fortuna almeno una volta nel 2016. Gli effetti del gioco su chi è utilizzatore più frequente sono allarmanti: secondo il "Young Millennials Monitor" ideato da Nomisma e Unipol, ha un rapporto "problematico" il 5% degli studenti, il 9% è etichettato come "a rischio", ovvero manifesta i primi potenziali segnali di rischio di approccio problematico al gioco.

In base ai dati raccolti dall'indagine che ha coinvolto 11 mila giovani tra i 14 e i 19 anni, il giocatore maggiormente problematico è maschio, maggiorenne, frequenta istituti tecnici/professionali, ha un rendimento scolastico basso e proviene dalle regioni meridionali. I dati di "Young Millennials Monitor" diffusi a Bologna indicano che il numero di giocatori è in leggero calo: nel corso del 2016 il 49% dei giovani studenti ha tentato la fortuna almeno una volta (circa 1.240.000 di ragazzi). Molti giovani (il 21%) iniziano a giocare per curiosità o per caso (20%); altri per semplice divertimento (18%), per il fatto che amici e familiari giochino (11%), o per la speranza di vincere una somma di denaro (11%). Dopo aver sfidato la sorte almeno una volta i giovani tendono a pensare che il gioco d'azzardo sia soprattutto una perdita di denaro (lo pensa il 32% degli studenti tra i 14 e i 19 anni).

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