Martedì, 18 Maggio 2021

Gioele Mondello, lo sfogo del papà su Fb: “Dubbi sui metodi delle ricerche”

In attesa della conferma che arriverà solo con il test del dna, Daniele Mondello ha ringraziato il volontario che ha trovato i resti durante le ricerche per il piccolo Gioele e ha espresso dubbi rispetto ai metodi adottati durante le ricerche. Il cugino e avvocato: "La credibilità dello Stato ne esce fortemente compromessa"

“Cinque ore di lavoro di un volontario rispetto a 15 giorni di 70 uomini esperti mi fanno sorgere dei dubbi oggettivi sui metodi adottati per le ricerche. La mia non vuole essere una polemica, ma la semplice considerazione di un marito e padre distrutto per la perdita della propria famiglia”. Parla così Daniele Mondello, il papà del piccolo Gioele e marito di Viviana Parisi, dopo il ritrovamento ieri mattina dei resti “compatibili con un bambino di quattro anni”. Per avere conferma che si tratti veramente di Gioele bisognerà sarà necessario però attendere l’esito dell’esame del dna. 

“Nonostante il dramma che mi ha travolto, trovo doveroso ringraziare quanti mi hanno aiutato. Dedico un ringraziamento particolare al Signore che ha trovato mio figlio. Se non ci foste stati voi, chissà se e quando lo avremmo ritrovato”, scrive Mondello in un post su Facebook. 

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“Persino per ritrovare Gioele la mia famiglia ha dovuto fare affidamento sulle proprie forze: ancora una volta ha dovuto ‘metterci una pezza’”, gli fa eco Claudio Mondello, cugino e legale di Daniele.  “La credibilità dello Stato ne esce fortemente compromessa e non posso che dolermene. Devo, tuttavia, ringraziare i tantissimi volontari che ci hanno sostenuto col loro sudore ed amore. È una Italia che ci restituisce speranza”.

Gioele Mondello, le ricerche nelle campagne di Caronia

Non pochi ieri si erano chiesti come mai quei resti non fossero stati individuati prima, nonostante giorni di ricerche, a poca distanza da dove l’8 agosto era stato trovato il cadavere di Viviana Parisi. Ambrogio Ponterio, il comandante dei vigili del fuoco che ha seguito le ricerche, aveva spiegato: “Ci sono vari livelli di ricerca, ci sono livelli in cui si cercano persone vive, altri livelli in cui si cerca con un'altra intensità per trovare qualcosa di più, altri ancora in cui si cercano parti introvabili e si va con un'altra intensità di ricerca”. A segnalare la presenza di quei resti è stato un carabiniere in congedo, Giuseppe Di Bello, che ha partecipato da volontario alla ricerche insieme a vigili del fuoco, forestali e polizia. Di Bello conosce bene la zona perché è solito andare a caccia di funghi nei boschi di Caronia. “Sono andato diretto in un punto dove altri non erano arrivati”, ha raccontato. 

“È arrivata questa persona (Di Bello, ndr), ben venga, che è conoscitore di questi boschi e aveva strumenti adatti per farsi largo tra la vegetazione“, aveva detto Ponterio, facendo riferimento al fatto che Di Bello avesse usato un falcetto, “che gli ha consentito di passare dove passano gli animali” mentre “i droni dall’alto non riescono a vedere a terra con questa vegetazione”. 

Anche il procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, ha provato ieri a smorzare le polemiche sulle ricerche. “A me in questo momento non interessa chi lo abbia cercato o trovato, l’importante è averlo trovato”, ha spiegato. “La condizione dei luoghi è difficile”, aveva ribadito, “e noi abbiamo sempre detto che tutto conduceva a questo posto e abbiamo detto che dovevamo insistere nella ricerca”. 

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