Gioele Mondello, parla il procuratore: "Resti compatibili con un bambino di 4 anni"

Concluse le verifiche sul ritrovamento di questa mattina nelle campagne di Caronia (Messina). Per la conferma servirà l'analisi del dna

I resti trovati nelle campagne di Caronia sono compatibili con quelli di un bambino di quattro anni. A dirlo è stato il procuratore capo di Patti (Messina) Angelo Cavallo, dopo le prime verifiche sui resti trovati nelle campagne di Caronia durante le ricerche per trovare il piccolo Gioele Mondello

“Adesso dobbiamo stringerci attorno alla famiglia, ringrazio tutte le persone che hanno collaborato alle ricerche, continuiamo a lavorare e andremo a fondo a questa triste storia”, ha detto Cavallo.

Alla domanda sul perché i resti non siano stati trovati nei giorni precedenti Cavallo ha risposto: "Noi abbiamo sempre detto che questo bambino si trovava in questo posto, che poi l'abbia trovato un volontario o un altro a noi non interessa, vi garantisco che la situazione dei luoghi è difficile, ci siamo fatti delle ipotesi, se ne rafforzano alcune e ne abbiamo scartate altre, stiamo lavorando da sedici giorni, perdono quota piste riconducibili ad aspetti familiari, adesso lasciateci fare tutti i ragionamenti del caso, non abbiamo stabilito ancora data autopsia, mostreremo oggetti ai familiari per riconoscimento, faremo comparazione Dna".

Quando sul posto è arrivata la bara con i resti, Daniele Mondello, il padre del piccolo Gioele, si è gettato sulla cassa e ha iniziato a piangere battendo i pugni e gridando il nome del figlio. Attorno a lui anche i parenti dell’uomo, tra cui la sorella. 

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Gioele Mondello, le ipotesi degli investigatori

Confermata la presenza di indumenti nella zona del ritrovamento. L'unica e assoluta certezza arriverà dall'esame del Dna. "Con ogni probabilità il corpo del bambino è stato trascinato qui solo di recente" hanno detto fonti investigative all'Adnkronos, chiarendo: "Altrimenti non si spiegherebbe perché il suo corpo sia stato trovato smembrato: in una zona la testa e gli indumenti, in un'altra zona il tronco senza arti". A questo punto, l'ipotesi più accreditata per gli inquirenti è quella che il bambino sia stato trascinato, non si sa se vivo o morto, sino al luogo in cui è stato trovato con un falcetto da un carabiniere in congedo, il 55enne Giuseppe Di Bello. 

Il pianto di papà Daniele al passaggio della bara

Gioele Mondello, l’ex carabiniere che ha trovato i resti: “Ho cercato dove altri non erano arrivati” 

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