rotate-mobile
Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Chiuse le indagini / Messina

Gioele e Viviana, il giudice ha deciso: caso archiviato

Il gip Eugenio Aliquò ha accolto la richiesta di archiviazione presentata a luglio dalla Procura. Per gli inquirenti l'ipotesi omicidio-suicidio resta la più probabile

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Patti, Eugenio Aliquò, ha archiviato l'inchiesta sulla morte della deejay 41enne Viviana Parisi e del figlio Gioele, di 4 anni, trovati senza vita nell'agosto del 2020 nelle campagne di Caronia, in provincia di Messina. Il giudice ha così accolto la richiesta della Procura, motivando la decisione con un provvedimento di 495 pagine.

Gioele Mondello e Viviana Parisi: caso archiviato

Per la giustizia la morte di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele è una storia da chiudere. Per gli inquirenti l'ipotesi omicidio-suicidio è rimasta la più probabile con l'esclusione di un qualsiasi coinvolgimento di terzi. "La morte di Viviana Parisi a causa del gesto suicida come conseguenza del lancio dal traliccio è l'unica compatibile con le risultanze investigative" e "c'è la certezza che la morte del piccolo Gioele non possa essere collegata, neanche indirettamente, all'azione umana", si legge nell'ordinanza del gip, che "condivide pienamente la ricostruzione" della Procura, sottolineando "l'onestà intellettuale" dei pm nel riconoscere di "non avere potuto dare risposte certe sulle cause della morte" del bambino.

Non trova quindi responso l'accorato appello della famiglia Mondello che fin dall'inizio aveva scartato la possibilità che la donna potesse aver ucciso il bimbo per poi suicidarsi lanciandosi dal traliccio. Mesi di controanalisi e richieste sfociate nella ricostruzione finale a cui sono giunti i consulenti di parte ad inizio anno. Secondo il team di esperti, coordinato dal criminologo Carmelo Lavorino e dal medico legale Antonio Della Valle, Viviana e Gioele sarebbero precipitati (caduti o lanciati, ancora non si sa) dentro un invaso (un pozzo o una cisterna) con mezzo metro di acqua sul fondo e sarebbero morti per asfissia.

Una tesi ribadita nelle memorie dei legali Pietro Venuti e Claudio Mondello, sfociate nell'opposizione alla richiesta della Procura di archiviare le indagini, retta da ventuno punti. Gli avvocati si erano soffermati in particolare sulle condizioni dei corpi di mamma e figlio evidenziando una serie di incompatibilità con la ricostruzione degli inquirenti. Dal giudice è arrivato anche un secco "no" anche relativamente ai nuovi esami sui corpi richiesti dalla famiglia Mondello. Le salme di Viviana e Gioele verranno quindi dissequestrate così da poter organizzare i funerali nei prossimi giorni.

"Siamo molto delusi - ha commentato Carmelo Lavorino, criminologo e consulente dei legali di Daniele Mondello, padre di Gioele e marito di Viviana -. A noi sono arrivate al momento solo due pagine. Quando potremo leggere le motivazioni vedremo se sarà il caso di ricorrere in Cassazione e fare ulteriori indagini difensive". Questa invece la posizione dell'avvocato Pietro Venuti, legale di Mondello: "Siamo consapevoli di aver fatto tutto quanto possibile per evitare l'archiviazione, e rimaniamo convinti che ci siano stati degli errori di valutazione. Quando avremo tutte le pagine dell'archiviazione del gip, valuteremo eventuali altre azioni, al momento non conoscendone il contenuto non possiamo sbilanciarci". "Ora - ha detto - i corpi verranno restituiti alla famiglia e nei prossimi giorni si svolgeranno i funerali".

Il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, ha spiegato che "il gip ha sostanzialmente confermato quanto da noi affermato nella richiesta di archiviazione e in particolare ha sottolineato che il quadro complessivo emerso è quello di una donna fragile che aveva più volte dato segnali pericolosi sottovalutati dai familiari, in particolare dal marito Daniele Mondello". Il procuratore ha aggiunto: "Spero che ora si metta la parola fine a questa vicenda dopo che anche il gip ha rilevato come effettivamente fossero fantasiose le tesi della famiglia e dei legali di questa. E questo lo dice un giudice terzo come richiesto da loro e spero che quindi agiscano di conseguenza".

La tragedia di Viviana e Gioele

Il 3 agosto 2020, Viviana Parisi esce di casa da Venetico (Messina) col figlio Gioele, imbocca l'autostrada A20 Messina-Palermo, si scontra con un furgone a Caronia e, lasciata l'auto, si avvia nei campi. I cadaveri di madre e figlio saranno ritrovati alcuni giorni dopo: quello di Viviana l'8 agosto; quello del bambino il 19 agosto, in una boscaglia a circa settecento metri di distanza e ridotto a resti ossei, compromesso dai morsi di animali. Il 29 luglio scorso, la procura di Patti ha chiesto l'archiviazione del caso: Viviana avrebbe strangolato Gioele, poi si sarebbe gettata da un traliccio della rete elettrica, ai piedi del quale è stata trovata senza vita. Il gip oggi ha archiviato la tragedia di Caronia.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Gioele e Viviana, il giudice ha deciso: caso archiviato

Today è in caricamento